"I ritardi del decreto flussi 2010 rischiano di provocare problemi di manodopera nelle campagne". E' quanto dichiarato dalla Cia - Confederazione italiana agricoltori in un comunicato stampa diffuso ieri, 1° marzo, in occasione delle manifestazioni indette in tutto il paese per ricordare l'importanza dell'apporto degli immigrati alla società italiana.
Nella nota diffusa sul sito dell'organizzazione, la Cia ribadisce "il suo forte impegno contro lo sfruttamento e il lavoro nero" sottolineando "il valore insostituibile degli immigrati". In particolare la Confederazione ricorda il prezioso lavoro dei cittadini stranieri nell'agricoltura, un settore nel quale contribuiscono "in modo irrinunciabile alla qualità e alla sicurezza dei prodotti alimentari italiani".
Secondo la Cia "unico vero deterrente all'immigrazione clandestina" è la definizione di canali meno rigidi per l'ingresso regolare degli stranieri anche attraverso una verifica sulla legge Bossi-Fini.
Nel comunicato stampa l'organizzazione esprime preoccupazione per "l'assenza di notizie relative al decreto flussi 2010, che prevede l'ingresso di 80mila stagionali immigrati, indispensabili per i lavori agricoli e per le imminenti operazioni di raccolta". "Eventuali restrizioni e ulteriori ritardi nell'attivare il solo canale di ingresso disponibile - avverte - avrebbero l'unico effetto di penalizzare le aziende e i lavoratori che operano nel rispetto della legge e delle regole". "All'incertezza di programma il fabbisogno occupazionale - conclude - si andrebbe ad aggiungere l'incertezza quotidiana in cui vivono le aziende agricole (con la fiscalizzazione degli oneri sociali che scade a luglio), aggravandone ulteriormente le difficoltà".