Dei circa 67mila detenuti oggi presenti nelle 206 carceri italiane, uno su tre è straniero. Il dato è stato diffuso dal Sappe - Sindacato di Polizia Penitenziaria in occasione del convegno "Immigrazione e tossicodipendenza. Pena, carcere e territorio - Riorganizzazione della Polizia Penitenziaria" che si è tenuto lo scorso 8 marzo, a Roma.
La presenza di immigrati negli istituti penitenziari italiani, ha detto il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo nel corso dell'iniziativa, è prevalente al Nord "dove si arriva anche al 70%". "I problemi da affrontare sono molteplici - ha aggiunto - e tutti preceduti dalla necessità di creare un ponte di comprensione linguistica, senza la quale è difficile anche rapportarsi a quelle che sono le richieste più elementari".
Tra le soluzioni proposte dal Sappe, c'è quella di espellere i detenuti stranieri e favorire, al contempo, la circolarità di quelli comunitari ristretti in Italia, facendo scontare loro la pena nelle carceri dei paesi di provenienza.