Provengono da Afghanistan e dai paesi dell’Africa occidentale. Nella maggioranza dei casi sono diplomati. Alcuni anche laureati o iscritti all’università. Sono interessati alla costituzioni di attività nel settore della ristorazione o del commercio. Ecco il profilo dei candidati che hanno partecipato alla selezione per i corsi sull’imprenditoria organizzati a Roma nell’ambito del progetto Re-startup – rete nazionale per la creazione di imprese cooperative di titolari di protezione internazionale vulnerabili, finanziato dal Fondo Europeo per i Rifugiati.A sostenere i colloqui per la partecipazione ai corsi sono stati 73 tra titolari di protezione internazionale e protetti sussidiari. Di questi, sono 60, di cui 14 donne, i selezionati per la partecipazione ai corsi sulla costituzione e la gestione di una impresa cooperativa organizzati nell’ambito del progetto Re-startup.

I candidati provengono prevalentemente dall’Afghanistan (25 persone) e da paesi dell’africa occidentale quali Costa d’Avorio (7), Senegal (7), Togo (4), Guinea (4). Hanno un livello di istruzione piuttosto alto: ci sono infatti 27 diplomati alla scuola secondaria superiore, 17 laureati e 9 persone che hanno già ottenuto la licenza media in Italia. Rispetto ai settori su cui intendono sviluppare il business plan e sui quali si impegnerebbero nella costituzione di una attività commerciale, al primo posto troviamo la ristorazione etnica/pizzeria, seguono il commercio – in particolare di abbigliamento/artigianato – e i servizi (pulizie, baby-sitting, assistenza sanitaria).

I corsi, erogati da Lazio Form, avranno inizio il 4 febbraio e proseguiranno fino a fine marzo con incontri di 2 volte alla settimana in cui verranno affrontati i seguenti temi: il modello economico dell’impresa cooperativa, il contesto competitivo, gli adempimenti per la costituzione di una cooperativa, l’accesso al credito e il business plan. Due volte al mese inoltre verrà realizzato un laboratorio esperienziale tenuto da una psicologa di Programma integra in cui verranno analizzate le aspettative e le motivazioni, condivise le esperienze lavorative e formative, esplorate le capacità comunicative e relazionali, trattati la gestione del conflitto, le strategie di coping e gli stili di leadership. Al termine del percorso formativo i destinatari saranno sostenuti nello sviluppo del proprio business plan. Le due idee di impresa più sostenibili, che saranno selezionate da una commissione esperta, potranno beneficiare di risorse economiche e di sostegno per tutta la fase di start-up.

Il progetto Re-Startup – rete nazionale per la creazione di imprese cooperative di titolari di protezione internazionale vulnerabili, realizzato da una partnership che coinvolge 6 città italiane, è finanziato dal Ministero dell’Interno e dalla Commissione Europea nell’ambito del Fondo Europeo per i Rifugiati annualità 2012. Obiettivo dell’intervento è promuovere concretamente l’integrazione socio-economica e la piena realizzazione dei titolari di protezione internazionale vulnerabili, con particolare attenzione alle donne, attraverso lo svolgimento di corsi di formazione imprenditoriale e l’accompagnamento allo start-up di cooperative.

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