La Corte di Strasburgo, con la sentenza n. 27725/10, ha stabilito che i richiedenti protezione internazionale in Italia non sono esposti al rischio di subire trattamenti inumani e degradanti, vietati dall’art. 3 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo.

I fatti: una cittadina somala, giunta in Italia nel 2008 ha presentato richiesta di asilo. La richiedente, in seguito all’esame della sua domanda, ha ottenuto un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, della durata di tre anni, ed è stata accolta in un centro di accoglienza a Marina di Massa. La cittadina somala dopo un periodo trascorso in Italia ha deciso di trasferirsi in Olanda. Qui ha presentato una seconda domanda di asilo ma i Paesi Bassi hanno respinto la richiesta della donna in quanto, in base al Regolamento Dublino II, il primo paese nel quale si giunge e nel quale si viene identificati ha l’obbligo di accoglienza e integrazione dei richiedenti. La donna ha presentato ricorso alla Corte di Strasburgo, sostenendo che durante il suo soggiorno in Italia, non aveva ricevuto un trattamento adeguato e rischiava di subire trattamenti inumani e degradanti.

La sentenza: la Corte Europea dei Diritti Umani ha respinto il ricorso della cittadina somala, affermando che in Italia, i richiedenti asilo non rischiano di subire trattamenti disumani e degradanti e che quindi il riaffidamento al nostro Paese non implicherebbe il rischio di violazione dei diritti umani. La donna in Italia aveva ricevuto un permesso di soggiorno, grazie al quale ha potuto usufruire di assistenza sanitaria e sociale, ed inoltre le è stato consegnato un titolo di viaggio per stranieri, quindi non ci sono prove che la richiedente abbia ricevuto un trattamento disumano. La Corte di Strasburgo, inoltre, specifica che una riduzione del livello di vita non può assolutamente essere paragonato a un trattamento degradante. Pertanto i giudici di Strasburgo hanno deciso che il ricorso della cittadina somala è irricevibile e che debbano essere applicati i criteri di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda d’asilo, contenuti nel “Regolamento Dublino.”

CEDU Sent. 27725/10 del 2/4/13 Hussein vs Italy and Netherlands

Per maggiori informazioni puoi consultare la voce Regolamento Dublino del glossario

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