Il Parlamento Europeo, il 12 giugno, ha approvato il nuovo sistema europeo comune di asilo (Ceas), contenente nuove regole che stabiliscono le procedure comuni per la gestione delle domande di asilo e i diritti di base per i richiedenti asilo che arrivano nell’Unione europea.

La realizzazione di un sistema europeo comune di asilo è un progetto al quale l’Ue lavora dal 1999, con l’obiettivo di introdurre elevati standards comuni, per raggiungere una cooperazione più forte tra paesi membri, al fine di assicurare ai richiedenti asilo un trattamento equo, indipendentemente dal paese al quale si rivolgono.

Le principali novità introdotte dalla riforma Ceas riguardano:

  • direttiva procedure (direttiva 2005/85/CE). Le modifiche apportate a queste direttiva hanno l’obiettivo di rendere le procedure di richiesta e riconoscimento della protezione internazionale, più precise, veloci ed efficienti. Le nuove regole applicano scadenze comuni, per tutti i paesi membri, per la gestione delle domande di asilo (termine di sei mesi), inoltre, introduce norme più rigorose in materia di formazione del personale che si occupa dei richiedenti asilo, oltre a nuove disposizioni per le categorie vulnerabili, come i minori stranieri non accompagnati.
  • direttiva sulle condizioni di accoglienza (direttiva 2003/9/CE). La direttiva definisce le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo durante il periodo in cui viene esaminata la sua richiesta, ed assicura che i richiedenti abbiano accesso ad alloggio, vitto, assistenza sanitaria e occupazione, così come all’assistenza medica e psicologica. Le modifiche apportate a questa direttiva riguardano l’obbligo di garantire condizioni di vita dignitose, prevedono una valutazione medica e psicologica tempestiva delle esigenze del richiedente asilo e un accesso più rapido al mercato del lavoro (nove mesi dopo la presentazione di una domanda d’asilo.
  • direttiva qualifiche(direttiva 2004/83/CE). I correttivi introdotti rispetto alla materia della direttiva introducono norme che puntano a garantire una legislazione più puntuale tra stati membri, introducendo una serie di diritti su protezione dal rimpatrio, permessi di soggiorno, documenti di viaggio, accesso all’istruzione, al welfare, all’assistenza sanitaria, all’alloggio, alle strutture di integrazione, così come specifiche disposizioni per bambini e categorie vulnerabili.
  • regolamento dublino (regolamento 2003/343/CE). Il principio fondante è che la competenza dell’esame di richiesta di asilo spetta al primo Paese membro, nel quale un richiedente giunge. L’esperienza del precedente sistema ha evidenziato la necessità di affrontare meglio situazioni di pressione della capacità di assorbimento di uno Stato membro. Secondo le nuove regole, i richiedenti asilo non potranno essere trasferiti verso Paesi dell’Unione europea in cui esista il rischio di trattamenti inumani o degradanti.
  • regolamento Eurodac (regolamento 2725/2000/CE). Stabilisce un database di impronte digitali dei richiedenti asilo, operativo già dal 2003. Con le modifiche approvate dal Parlamento europeo dovrebbe ridursi il ritardo della trasmissione dei dati da parte degli Stati membri. Infine, le forze di polizia dei paesi membri ed Europol avranno accesso alle impronte digitali dei richiedenti asilo della banca dati Eurodac, per aiutarli a combattere il terrorismo e la grande criminalità. Su richiesta degli eurodeputati, si applicheranno disposizioni più rigorose di protezione dei dati.

Le nuove norme in materia di asilo, già concordate dai rappresentanti di Parlamento e Consiglio e sostenute dai governi nazionali, dovrebbero entrare in vigore nel secondo semestre del 2015.

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