logo

Da gennaio 2012 è attiva la prima clinica legale per migrati e richiedenti asilo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre. Il progetto Legal Clinic – Laboratorio di teoria e pratica dei diritti – è stato finanziato dalle fondazioni Open Society e Charlemagne e si ispira alla metodologia delle Law School statunitensi, dove gli studenti vengono messi al lavoro per risolvere e patrocinare casi reali. Ne parliamo con la dottoressa Enrica Rigo, coordinatrice del progetto e con Francesca Asta, studente borsista.

Come e da chi nasce il progetto della ‘Legal clinic’ e perché questo nome?
Il nome è preso da esperienze analoghe presenti nella tradizione anglosassone e che, negli ultimi anni, si sono diffuse anche nei paesi europei. Il progetto è nato in via sperimentale nel 2011, dall’iniziativa di un gruppo di studenti, la loro docente e un avvocato. I primi casi seguiti riguardavano alcuni richiedenti asilo, destinatari di un provvedimento di respingimento c.d. Dublino. Alcuni di questi dormivano in una tendopoli di emergenza allestita presso la Stazione Ostiense, non lontano dalla sede dell’Università.

Quali sono le principali attività che svolge la Legal clinic?
La Legal clinic svolge un’attività di orientamento e assistenza legale a migranti, in tutte le tematiche inerenti il diritto al soggiorno, alla libertà di circolazione e alla protezione internazionale. Gli utenti possono rivolgersi direttamente a uno sportello, gestito dagli studenti sotto la supervisione di un avvocato, e attivo due volte alla settimana presso i locali della facoltà.
Alcuni dei casi sono poi oggetto di studio e approfondimento da parte degli studenti del Corso di Clinica del Diritto dell’Immigrazione e della Cittadinanza, tenuto dalla professoressa Enrica Rigo. Altro intento della Legal clinic, è individuare prassi giuridiche non rispettose della normativa italiana e internazionale in materia di immigrazione e cercare di arginarle, portando avanti azioni di contenzioso strategico.

Dall’inizio delle attività del progetto quante persone si sono rivolte a voi?
Da inizio 2012 si sono rivolti a noi oltre 200 utenti. Inoltre, per iniziativa di un gruppo di studenti, è stato organizzato uno sportello itinerante che ha offerto assistenza ai braccianti agricoli lavoratori migranti, durante la raccolta degli agrumi in Calabria e del pomodoro in Puglia.

Da chi è composto il gruppo di lavoro della Legal clinic?
Il gruppo di lavoro è attualmente composto dalla coordinatrice del progetto professoressa Enrica Rigo, dall’ avvocato Jacopo di Giovanni e da sei studenti borsisti; inoltre continuano a collaborare al progetto gli studenti ex titolari di borsa di studio e altri studenti che hanno frequentato il corso negli anni precedenti.  Di recente, alcuni degli studenti che hanno seguito il progetto hanno costituito un’associazione (DiFro- Diritti di Frontiera) che, tra le altre attività, sta cercando di replicare quest’esperienza anche in altre sedi.

La Legal clinic lavora in rete con altre realtà?
Il progetto ha avuto fin dall’inizio un forte radicamento territoriale e un’ apertura alle realtà che offrono servizi di assistenza ai migranti  nell’area dove è ubicata l’Università  (per esempio le associazioni Laboratorio 53, InsensoInverso, Senza Confine, Avvocato di Strada e altre ancora). Inoltre collaboriamo con realtà attive sul piano nazionale quale l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), e la Clinica sull’Immigrazione dell’ International University College of Turin .

Esistono in Italia altre ‘Legal clinic’?
Per il momento esperienze di questo genere sono state avviate solo presso l’Università di Roma Tre, l’Università di Brescia, e l’Università di Torino (in collaborazione con lnternational University College).

http://host4.uniroma3.it/progetti/legalclinic/

Condividi