Individuare il grado di discriminazione presente in Italia nell’accesso all’alloggio dei cittadini stranieri. Questo è il principale obiettivo della ricerca dal titolo ‘La discriminazione nell’accesso all’alloggio – Analisi dei settori pubblico e privato’, realizzata dal CIRDI – Centro di Informazione su Razzismo e Discriminazioni in Italia grazie al contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.

La ricerca è stata svolta tra il 1 settembre e il 15 dicembre 2013. Sono stati monitorati i siti web in cui vengono pubblicati gli annunci relativi alle abitazioni, da parte di privati e agenzie immobiliari e i bandi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) pubblicati dalle amministrazioni pubbliche.
I siti monitorati sono stati:

  • www.subito.it
  • www.kijiji.it
  • www.bakeca.it

La ricerca è stata condotta analizzando gli annunci riferiti a 8 regioni italiane, ossia: Lombardia, Friuli Venezia – Giulia, Liguria, Lazio, Abruzzo, Puglia e Campania.

La presenza di elementi discriminatori negli annunci è stata investigata inserendo nel motore di ricerca dei singoli siti internet le parole: ‘extracomunitario’ e ‘straniero’.

Gli annunci monitorati sono stati 127.900, la maggior parte di questi si concentrano nei capoluoghi regionali, soprattutto Milano (26.250), Roma (23.430) e Napoli (12.680). Gli annunci rilevati come discriminatori sono in totale 93 e riguardano principalmente annunci di ‘affitti’.

I risultati hanno messo in evidenza le espressioni usate più frequentemente per escludere gli stranieri dalle offerte, ossia:

  1. escluso stranieri incivili;
  2. si richiede massima serietà, no stranieri;
  3. solo a referenziati italiani, no stranieri;
  4. non vogliamo trans, escort, extracomunitari;
  5. no agenzia e no stranieri;
  6. no extracomunitari (non per razzismo ma per precedenti spiacevoli);
  7. affitto anche a stranieri, ma solo della comunità europea.

Per ciò che riguarda l’analisi inerente all’ERP – Edilizia Residenziale Pubblica emerge che è competenza dello Stato stabilire l’offerta minima di alloggi e la determinazione dei principi volti a garantire l’uniformità dei criteri di assegnazione degli alloggi appartenenti all’edilizia popolare, mentre è competenza delle Regioni la gestione del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica.

Il Testo Unico sull’Immigrazione, art. 3 comma 5, affida alle Regioni il compito di adottare misure di integrazione sociale nell’ambito delle proprie competenze per rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono il pieno riconoscimento dei diritti e degli interessi riconosciuti agli stranieri nel territorio dello Stato, con particolare riguardo all’alloggio, alla lingua e all’integrazione sociale.

Ad oggi, risulta che alcune Regione hanno inserito elementi discriminatori nell’accesso all’ERP nei confronti di cittadini non comunitari, ad esempio la legge regionale n.7/2005 della Regione Lombardia prevede tra i requisiti che i richiedenti devono possedere ‘la residenza o svolgere un’attività lavorativa in regione Lombardia da almeno 5 anni per il periodo immediatamente precedente alla data di presentazione della domanda’. Questa previsione è stata oggetto di ricorso davanti al TAR Lombardia i cui giudici hanno affermato che la Regione introducendo requisiti quali la residenza o il lavoro protratti per 5 anni, corre il rischio di escludere proprio coloro che si trovano in maggiore difficoltà, perché non radicati da lungo tempo.

Dalle informazioni presentate nel rapporto emerge la presenza di una forte disparità di trattamento tra i cittadini stranieri e i cittadini italiani. Bisogna riconoscere il godimento dei diritti sociali come veicolo di integrazione sociale dello straniero, e in quest’ottica è necessario riflettere sul limite entro il quale al legislatore è consentito differenziare la posizione dello straniero da quella del cittadino nell’accesso al sistema di welfare, al fine di evitare differenziazioni di trattamento arbitrarie.

La discriminazione nell’accesso all’alloggio – Analisi dei settori pubblico e privato

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