In Italia sono oltre 3 milioni i contribuenti nati all’estero, che nel 2014 hanno dichiarato redditi per 45,6 miliardi di euro. Il differenziale del reddito medio tra i nati all’estero e i nati in Italia è superiore ai 7mila euro. Sono oltre 500mila le imprese condotte da stranieri nel 2014 nel nostro Paese. Questo quanto emerge dal ‘Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione’, realizzato dalla Fondazione Leone Moressa.

Tra il 2009 e il 2014 in Italia si è assistito a una crescita imponente degli imprenditori stranieri, che hanno raggiunto quota 632mila (8,3% del totale) aumentando del 21,3%, mentre gli imprenditori italiani sono diminuiti del 6,9%.

In Italia su 5 milioni di residenti stranieri ci sono 3,46 milioni di contribuenti nati all’estero, che nel 2014 hanno dichiarato redditi per 45,6 miliardi di euro e versato Irpef netta per 6,8 miliardi di euro.

Il reddito medio annuo di un cittadino straniero è pari a € 13.180, mentre per i nati in Italia corrisponde a € 20.710 (differenziale € 7.530). 

Si evince dal rapporto che lo scorso anno erano presenti nel nostro Paese 524.674 imprese condotte da stranieri, che hanno prodotto il 6,5% dell’intero valore aggiunto (94,8 miliardi euro).

Inoltre, la ricchezza prodotta dai 2,3 milioni di occupati stranieri nel 2014 ha raggiunto i 125 miliardi di euro, pari all’8,6% del Pil nazionale. I principali settori di impiego dei lavoratori stranieri sono: servizi (47,4%), industria (18,5%) e edilizia (10,8%).

I migranti contribuiscono anche allo sviluppo dei paesi di origine, più della cooperazione internazionale, l’Italia infatti investe in aiuti allo sviluppo con appena il 0,16% del Pil, quota che viene ampiamente superata dai flussi di denaro che i cittadini stranieri inviano in patria, pari allo 0,31% del Pil (4,9 miliardi secondo stime del 2015).

Infografica_Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione

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