In Italia dal 2011 ad oggi sono aumentati di oltre 90mila unità i minori stranieri, che al 1° gennaio 2015 risultano essere 1.085.274. Roma ha un ruolo sempre più centrale nell’ambito del fenomeno dei minori stranieri, oltre 60mila risultano iscritti all’anagrafe e nel 2014 la presenza dei minori stranieri non accompagnati, ossia privi di una rete familiare, si è attestata a 2.142 unità. Questi alcuni dati che emergono dal Dossier 2015 ‘I minori stranieri a Roma: quadro statistico e analisi dei percorsi di integrazione’ realizzato da Programma integra e presentato oggi presso il Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale di Roma Capitale. 

I lavori sono stati aperti da Martino Rebonato – Consulente del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio e Coordinatore della Cabina di Regia per il piano cittadino – Legge 285/97, il quale ha illustrato le peculiarità della legge 285, attraverso la quale è stato istituito il Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Uno strumento non abbastanza utilizzato (lo scorso anno sono state erogate solo il 50% delle risorse finanziarie disponibili), che però potrebbe permettere a tutti gli attori sociali di realizzare una pianificazione più strutturata in grado di rispondere ai bisogni delle persone in età evolutiva, sia italiane che straniere.

Una panoramica sulle principali azioni promosse dalla ricerca sono state date dalla coordinatrice del progetto, Sara Nicu, la quale si è principalmente soffermata sui minori stranieri non accompagnati (msna) e sulle azioni da promuovere per garantire loro dei reali percorsi di integrazione. Formazione è la parola chiave. I msna presenti a Roma al 2014 sono 2.142, provengono principalmente da Egitto, Bangladesh e Romania e hanno un’età compresa tra i 16 e i 18 anni. Questo significa che per loro è fondamentale intraprendere un percorso di integrazione che li renda autosufficienti dopo l’uscita dal circuito di accoglienza. I percorsi di formazione a loro indirizzati dovrebbero essere programmati ad hoc, prevedendo brevi durate. Mentre, i mediatori interculturali, che svolgono un ruolo cruciale nel processo di integrazione dei minori stranieri non accompagnati, dovrebbero essere sempre aggiornati al fine di svolgere al meglio il loro lavoro con fasce di popolazione così vulnerabili.

I dati quantitativi della ricerca sono stati invece forniti da Laura Bianconi, coautrice della ricerca, la quale ha sottolineato come il numero di minori stranieri in Italia abbia subito un calo nel 2013, tornando a crescere stabilmente fino al 2015 e registrando 1.085.274 presenze. Inoltre, ha sottolineato che al 31 dicembre 2015 i minori stranieri non accompagnati in Italia sono 11.921 e le richieste di protezione internazionale presentate da questi ultimi si sono attestate lo scorso anno a quota 3.959. Ha successivamente ricordato che Roma è la città italiana in cui si registra il maggior numero di minori stranieri iscritti all’anagrafe, pari a 60.896 unità ed è il principale polo di attrazione anche per i minori stranieri non accompagnati che vogliono giungere in Italia. 

Dare risposte concrete a problemi reali. Questo l’auspicio di Margherita Occhiuto, Responsabile dell’UO Minori del Dipartimento Politiche sociali, Sussidiarietà e Salute del Comune di Roma, con la quale si sono avviati i lavori della tavola rotonda. Occhiuto ha inoltre ricordato che non affrontare le criticità e i disagi legati ai minori potrebbe solo farli accrescere nel tempo, è quindi un dovere per tutti gli attori sociali trovare risposte a problematicità che non hanno ancora soluzione.

Per Alessandro Uberti – Referente del CPsA – Centro di Primissima Accoglienza di Roma– accrescere la governance dell’ente locale è il punto principale sul quale lavorare per affrontare al meglio le emergenze legate alle fasce più vulnerabili delle popolazione come i minori. Attraverso il suo intervento, Uberti ha raccontato il lavoro all’interno del CPsA – Centro di Primissima Accoglienza di Roma, unica esperienza di questo genere sul territorio italiano, un centro unico in cui vengono indirizzati e ospitati tutti i ragazzi minorenni (dai 6 ai 18 anni) stranieri e italiani trovati in stato di abbandono sul territorio di Roma Capitale. Il lavoro svolto nel CPsA rappresenta un nuovo modo di intendere la pronta accoglienza, perché ha un mandato esclusivo a valenza cittadina e perché rappresenta una esperienza residenziale che è comune a tutti i minori, che così possono usufruire dello stesso tipo di servizi e prestazioni.

Novella Pellegrini, Segretario generale di Enel cuore, ha concluso i lavori della giornata, annunciando la presentazione il 30 marzo di un bando per il finanziamento di interventi di seconda accoglienza per minori stranieri non accompagnati e giovani migranti. Un’iniziativa nata dall’esperienza dell’European Foundation Centre e che le 8 principali Fondazioni italiane hanno deciso di riproporre a livello nazionale, con l’auspicio di realizzare azioni che prevedano un lavoro sinergico tra istituzioni e organizzazioni del terzo settore.

Il Dossier 2015. I minori stranieri a Roma: quadro statistico e analisi dei percorsi di integrazione è stato realizzato da Programma integra, grazie ai fondi erogati dalla Cabina di regia per il piano cittadino – Legge 285/97, di Roma Capitale.

Dossier 2015. I minori stranieri a Roma: quadro statistico e analisi dei percorsi di integrazione

Scheda di sintesi

Tabelle e grafici

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