Le chiavi di casa‘Sarà per sei mesi, ma per noi potrebbero restare a casa nostra a vita!’. Questa è una delle prime affermazioni di L. una signora che vive vicino Roma, che ci racconta come da settembre di quest’anno, attraverso il progetto Refugees Welcome, lei e i suoi cari offrono ospitalità ad una famiglia di rifugiati provenienti dal Burkina Faso. ‘Un’altra accoglienza è possibile e la nostra esperienza lo dimostra’.

L. suo marito e i suoi figli vivono a Monterotondo, vicino Roma. Hanno incontrato il progetto Refugees Welcome perchè cercavano da tempo il modo di contribuire in maniera tangibile al miglioramento dell’accoglienza di migranti e rifugiati che arrivano nel nostro paese. Il loro obiettivo era quello di offrire a chi fugge da guerre e miseria, un ambiente familiare che potesse migliorare la qualità della loro vita, per avvicinarla il più possibile ai canoni della normalità.

‘Avevamo da tempo le antenne alzate, alla ricerca di una occasione che ci permettesse di aiutare tramite l’accoglienza chi ne avesse avuto bisogno –  ci racconta L. – e cercando abbiamo trovato il progetto Refugees Welcome. Contattando l’organizzazione, ci siamo quindi resi disponibili ad ospitare una o più persone in un appartamento che per l’occasione avremmo preso in affitto proprio vicino alla nostra casa, così da poter stare accanto ai nuovi arrivati, lasciandogli però uno spazio personale e privato dove potessero organizzare la loro vita familiare senza sentirsi ospiti.’

Il progetto Refugees Welcome, si basa su un sistema semplice di ‘domanda e offerta’, che si attua tramite una piattaforma dedicata che mette in contatto i cittadini italiani disposti ad offrire ospitalità in casa propria e migranti o rifugiati che hanno bisogno di alloggio.

Nell’esperienza che raccontiamo i beneficiari dell’ accoglienza, sono stai segnalati a Refugees Welcome da Programma integra, che ha aderito da subito al progetto. Il nucleo famigliare composto da madre, padre e due bambini,  fin dal suo arrivo in Italia è assistito dai servizi che la cooperativa offre a migranti e rifugiati nell’ambito della convenzione con il Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale, che hanno potuto aiutare la famiglia burkinabè, a ottenere i documenti di soggiorno, il lavoro per entrambi i genitori e ora, finalmente anche una casa.

‘Per noi, l’integrazione passa attraverso lo scambio umano – dice ancora L.- ed è scontato che questo possa migliorare la vita di tutti. I nostri figli e quelli della famiglia che ospitiamo, giocano insieme, ogni giorno imparano e insegnano a vicenda, hanno la preziosa possibilità di crescita e di scambio continui che solo l’intercultura può offrire’.

Il progetto prevedeva un ‘periodo di riflessione’ tra le famiglie per decidere se avviare o no il periodo di accoglienza. Le due parti però non hanno avuto dubbi: ‘Fin dal primo istante le nostre famiglie si sono piaciute e sono state felici di vivere questa esperienza.’

La famiglia di Monterotondo, ospita da settembre e per 6 mesi quella del Burkina Faso, garantendo le spese di affitto e utenze. E’ il progetto che stabilisce questa tempistica, prevedendo che questo lasso di tempo possa essere sufficiente per attivare un processo di autonomia che potrà permettere alla famiglia ospitata di garantirsi la sussistenza. Refugees Welcome provvederà se necessario, ad un ulteriore sostegno economico attraverso i fondi provenienti dalle campagne di crowdfunding previste dal progetto stesso.

‘Durante il periodo in cui cercavamo organizzazioni e associazioni che potessero supportaci nella ricerca di una soluzione di auto- racconta infine L. – abbiamo avuto l’occasione di conoscere tante realtà fatte di persone impegnate nella solidarietà, che hanno sposato la nostra causa, con gesti di vicinanza e generosità reali, ad esempio: dopo aver stipulato il contratto di affitto della casa per la famiglia che avremmo ospitato, durante un a nostra breve assenza da Monterotondo, al nostro ritorno, quella casa era stata completamente arredata da persone del luogo che hanno voluto contribuire in maniera spontanea a migliorare l’accoglienza destinata a questa famiglia che dopo aver vissuto tra Centri di Accoglienza e case occupate, può vivere finalmente in una casa vera.’

La famiglia di Monterotondo ci racconta che in questa esperienza non aveva messo in conto di poter incontrare tanta solidarietà e approvazione dalle persone che li circondano, né di poter ricevere così tanto da questa scelta di accoglienza che gli sta regalando un’ importante esperienza di vita e un prezioso scambio culturale, ma soprattutto umano.

Questa prima accoglienza in famiglia di rifugiati attivata grazie al protocollo di intesa tra Programma integra e ‘Refugees Welcome’, arriva dopo le tante esperienze del Nord d’Italia e fa ben sperare per il futuro dell’accoglienza diffusa anche nel nostro territorio.

Programma integra è attiva da tempo nella promozione di percorsi di coabitazione tra i migranti o rifugiati e cittadini disponibili ad accogliere con l’intento di colmare i bisogni di ospiti e ospitati, cercando di realizzarne il più possibile le aspettative, nel rispetto della cultura e delle caratteristiche di ognuno. Ha realizzato a Roma il progetto Homefull che ha sperimentato per la prima volta nella Capitale un modello di accoglienza che ha coinvolto anziani romani e giovani migranti.

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