Raccogliere firme per presentare la legge di iniziativa popolare che utilizza il lavoro come strumento di integrazione. Questo l’obiettivo della campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene, promossa da numerose associazioni italiane.

E’ dal lavoro che si può partire per una nuova politica sulle migrazioni. Nasce da questo concetto la legge di iniziativa popolare, presentata il 12 aprile 2017 al Senato, nell’ambito della campagna Ero straniero-L’umanità che fa bene, che intende cambiare le politiche sull’immigrazione in Italia.

Gli obiettivi di questa proposta di legge sono: il superamento della Bossi-Fini, evitare situazioni di irregolarità e puntare su accoglienza, lavoro e inclusione.

La proposta di legge contiene 8 articoli che prevedono:

  1. l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo di un anno per la ricerca di occupazione, affidando l’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri alle agenzie preposte o a onlus iscritte in apposito registro;
  2. la reintroduzione del sistema dello “sponsor” (già presente nella legge Turco-Napolitano), con un cittadino italiano che garantisce l’ingresso di uno straniero;
  3. la regolarizzazione su base individuale degli stranieri già integrati in Italia;
  4. nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali;
  5. misure di inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo;
  6. il godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale una volta tornati nel Paese d’origine;
  7. l’uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale;
  8. maggiori garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri;
  9. voto amministrativo e abolizione del reato di clandestinità.

Per sottoporre la proposta di legge al Parlamento è necessario raccogliere 50mila firme nell’arco di sei mesi.

Tra i promotori della campagna troviamo: Radicali Italiani, Fondazione Casa della Carità Angelo Abriani, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Caritas italiana, Migrantes, Comunità di Sant’Egidio, Cnca, A buon diritto, numerose parrocchie, associazioni, 60 sindaci italiani e ogni giorno l’elenco si allarga sempre di più.

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