Al 1° gennaio 2017 risultano essere oltre 5 milioni i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. Nel 2015 le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 178mila e hanno riguardato principalmente cittadini provenienti da Albania e Marocco. Oltre l’87% dei cittadini stranieri presenti nel nostro paese ha una percezione positiva del proprio stato di salute. Questi alcuni dati emersi dall’ultimo Rapporto annuale 2017 – La situazione del Paese, realizzato dall’Istat.

Presenza
Al 1° gennaio 2017 i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia risultano essere oltre 5 milioni, la maggior parte di questi vive nelle regioni del Centro-Nord. La comunità rumena è la più numerosa (quasi il 23% degli stranieri in Italia), seguita da quella albanese (9,3%) e quella marocchina (8,7%).

Nel 2016 l’incremento dei cittadini stranieri residenti è stato molto modesto, 2.500 in più rispetto all’anno precedente, ma ciò si deve soprattutto all’aumento delle acquisizioni di cittadinanza (178mila nel 2015), di queste, quasi il 20% ha riguardato cittadini albanesi e oltre il 18% cittadini marocchini.

Al 1° gennaio 2016 i cittadini non comunitari con un regolare permesso di soggiorno sono quasi 4 milioni, di questi 2,3 milioni sono in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo.

I permessi per asilo e motivi umanitari invece rappresentano quasi il 10% dei permessi con scadenza.

Le famiglie a basso reddito, in cui è presente almeno una persona con cittadinanza non italiana, sono 1,8 milioni (7,1%). È il gruppo più giovane tra le famiglie a basso reddito individuate dal Rapporto, con l’età media della persona di riferimento pari a 42,5 anni, e presenta le peggiori condizioni economiche, con uno svantaggio di circa il 40% rispetto alla media.

Condizioni economiche
Nelle famiglie composte da almeno un cittadino straniero, il rischio di povertà o esclusione sociale è quasi il doppio (49,5%) rispetto a chi vive in famiglie di soli italiani (26,3%). Quasi un terzo delle persone in famiglie con almeno un cittadino straniero dichiara di essere in arretrato nel pagamento di bollette, affitto, mutuo o altro tipo di prestito (12,9% in media per quelle di soli italiani) mentre uno su quattro dichiara di non riuscire a fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni (contro 10,8% dei soli italiani).

Istruzione
Il fenomeno degli abbandoni scolastici e formativi interessa il 13,8% dei giovani tra 18 e 24 anni, ma le percentuali sono più alte tra i giovani che fanno parte di famiglie a basso reddito con stranieri, delle anziane sole e giovani disoccupati e delle famiglie a basso reddito di soli italiani (30,8%, 19,8% e 19,0%).

Salute
I cittadini stranieri presenti in Italia sono in buone condizioni di salute, infatti, circa nove su dieci (89,7% degli uomini e 86,3% delle donne) hanno una percezione positiva del proprio stato di salute.

Gli uomini albanesi e moldavi dichiarano di avere buone condizioni di salute mentre i polacchi e gli ucraini si collocano all’estremo opposto. Per le donne la percezione positiva della salute è più frequente tra la collettività cinese, meno tra quelle ucraina e moldava.

I comportamenti legati al consumo di alcol, di tabacco e all’eccesso di peso rappresentano dei fattori di rischio per la salute. Il consumo di bevande alcoliche è più diffuso tra gli uomini stranieri, che presentano percentuali tre volte superiori rispetto alle donne (20,1% contro 7,1%). Il consumo di alcol è inoltre più alto tra le persone di 25-44 anni rispetto alle altre fasce di età.

Partecipazione culturale

Il livello di inserimento dei cittadini stranieri nel tessuto sociale del nostro Paese può essere misurato attraverso la loro partecipazione culturale, sulla quale incidono diversi fattori, come il possesso di un titolo di studio alto, avere molti amici in Italia o essere in Italia da più tempo. Sono le donne straniere, più degli uomini, ad avere un comportamento culturalmente più attivo.

La lettura è un’abitudine saldamente radicata nei gruppi ad alto reddito – il 51,6% della classe dirigente e il 34,0% delle pensioni d’argento leggono almeno quattro libri all’anno – e scende vertiginosamente nei gruppi a basso reddito – il 12,4% delle famiglie con stranieri, il 13,7% delle famiglie di soli italiani.

Istat_sintesi Rapporto annuale 2017

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