Lo scorso 21 novembre si è tenuta a Bruxelles presso il Comitato economico e sociale europeo (CESE) la conferenza finale del progetto SMART – Volunteering for Female Migrants, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Fondo AMIF – Asylum, Migration, Integration Fund 2017 e di cui Programma integra è partner.

SMART è un progetto di cooperazione intersettoriale – società civile, comunità imprenditoriale e donne migranti – che ha creato un percorso strutturato per l’aggiornamento e il miglioramento delle competenze delle donne migranti nonché un percorso di conoscenza e sensibilizzazione sul tema del volontariato quale strumento di inclusione, indirizzato a soggetti del terzo settore e del mondo delle imprese.

Il progetto è coordinato dalla Camara Oficial de Comercio Industria y Navegacion di Siviglia, con una partnership composta da 7 organizzazioni di 6 differenti paesi: Italia, Spagna, Cipro, Belgio, Francia e Gran Bretagna.

Hanno partecipato all’evento finale del progetto più di 60 persone, tra cui rappresentanti di network europei, responsabili politici, rappresentanti di ONG, rappresentanti del settore imprenditoriale e migranti, per ascoltare, scambiare e discutere le connessioni tra le politiche in materia di occupazione, volontariato e migrazione.

La Conferenza è stata introdotta da Sinem Yilmaz, rappresentante di ENOMW – Rete europea delle donne migranti, uno dei partner di progetto, la quale presentando i risultati della ricerca condotta da SMART, ha evidenziato che in molti paesi dell’UE, le donne migranti sono sovra qualificate eppure ancora disoccupate e le loro competenze non sono valutate a sufficienza. Per questo motivo, SMART ha promosso il volontariato come mezzo per cambiare questa situazione, rendendo le donne migranti più visibili e attive nelle rispettive comunità locali.

Durante la Conferenza i partecipanti hanno avuto modo di lavorare su specifiche tematiche sia in plenaria che suddividendosi in gruppi. Qui di seguito alcuni punti interessanti emersi nel corso dei lavori.

Il volontariato è visto, appunto, come uno strumento per lo sviluppo di competenze utili, sia trasversali che tecniche, e in grado di rendere le partecipanti più consapevoli sia del mondo del lavoro che delle proprie abilità e conoscenze. Le donne migranti percepiscono il volontariato come un’opportunità; tuttavia, auspicano che il volontariato venga riconosciuto come un prezioso valore aggiunto nel momento dell’accesso al mercato del lavoro.

Uno dei punti deboli identificati su cui occorre lavorare, è la mancanza di comunicazione tra le ONG e il settore imprenditoriale. La responsabilità sociale d’impresa attualmente è particolarmente sentita e diffusa nonché aperta alla diversità, ma le piccole e medie imprese (PMI) incontrano difficoltà a dedicare risorse per migliorare e attuare le loro politiche culturali, sociali e di parità di genere. La questione è stata affrontata da SMART anche attraverso lo sviluppo e la realizzazione di formazioni create ad hoc: una rivolta a ONG, associazioni e Terzo Settore e una dedicata al settore imprenditoriale.

Durante la conferenza si è riservato spazio a tre donne migranti che hanno preso parte alle attività di SMART nei rispettivi contesti locali: Veronica, Joanna e Marcela che hanno condiviso le loro storie personali e hanno parlato degli ostacoli che si incontrano nell’essere una donna migrante in UE.

Hanno arricchito la giornata gli interessanti contributi di alcune autorevoli donne rappresentanti istituzioni e organizzazioni europee, in particolare: Justyna Wernert – DG Home della Commissione europea, Esther Lynch – Confederazione sindacale dell’Unione Europea, Modi Ntambwe – Women Economic Forum e Anila Noor – New Women Connectors. Tra loro, menzioniamo il contributo di Justyna Wernert, la quale ha spiegato come l’UE abbia ancora una limitata competenza in materia di politiche di integrazione. Quando si tratta di politiche speciali per le donne migranti, pochissimi paesi dispongono di una legislazione che conferisce potere alle donne e combatte le disuguaglianze. Inoltre, ha sottolineato il ruolo finanziario dell’Unione a sostegno di tali progetti e programmi e ha chiesto iniziative più flessibili rivolte alle donne.

Pablo Morales della Camera di Commercio di Siviglia, capofila del progetto, ha concluso la Conferenza con alcune osservazioni, sottolineando l’importanza e la necessità di migliorare l’inserimento lavorativo delle donne migranti, cercando di valorizzare al meglio il loro spirito imprenditoriale, e, infine, ha esposto una serie di raccomandazioni utili a promuoverne l’empowerment.

Prodotti progettuali:

Mentoring Circles™ for Female Migrants

Voluntary Organisations – NGOs

Business Advisors- Business Organisations

Diversity Circles™ for Organisations and Business Sector

Per saperne di più consulta la scheda progetto

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