È in vigore dal 21 maggio 2020 il decreto legge 34/2020 cosiddetto “Decreto rilancio” che all’articolo 103 prevede l’emersione del lavoro nero per lavoratori in agricoltura, del settore domestico e come assistenti alla persona. Due le possibilità: la sanatoria del rapporto in essere da parte del datore o la richiesta di un permesso per attesa occupazione per gli “overstayers” dal 31/10/19. Si attendono ora i decreti attuativi per le modalità operative.


Il decreto legge 34/2020 “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19” cosiddetto “Rilancio Italia” all’articolo 103 disciplina l’”Emersione dei rapporti di lavoro” per consentire livelli adeguati di tutela della salute in conseguenza del COVID 19.

Differentemente dalle precedenti sanatorie prevede due percorsi di emersione con possibilità di richiesta di un permesso di soggiorno:
1- Da parte dei datori di lavoro per i lavoratori impiegati in modo irregolare nei settori dell’agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca e acquacultura; assistenza alla persona o per componenti della propria famiglia, ancorché conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza; Lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.
2- Da parte del cittadino non UE con permesso di soggiorno scaduto dal 31/10/2019 non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno impiegato in precedenza nei settori dell’agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca e acquacultura; assistenza alla persona o per componenti della propria famiglia, ancorché conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino
l’autosufficienza; Lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

Quando: dal 1° luglio al 15 giugno
Come:
Nel Primo caso di emersione del lavoro irregolare il datore di lavoro:
1. può essere cittadino italiano, UE o Extra UE ma titolare di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
2. deve presentare istanza indicando la durata del contratto e la retribuzione convenuta presso lo Sportello Unico Immigrazione presso la Prefettura territorialmente competente se è per un
cittadino extracomunitario. La domanda va presentata presso l’INPS se si tratta di cittadino italiano o UE;
3. dovrà versare un contributo forfettario di 500 euro per ogni lavoratore;
4. non deve essere stato condannato negli ultimi 5 anni per
– reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reati dirette al reclutamento di persone da destinare allo sfruttamento e alla prostituzione o di minori da destinare ad attività illecite
– Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro
– Se ha impiegato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno o scaduto.

Lo Sportello Unico verifica con la Questura la presenza di motivi ostativi e con l’Ispettorato del lavoro la posizione economica del datore di lavoro convoca le parti per la stipula del contratto di soggiorno, la comunicazione dell’assunzione e la compilazione dei moduli per la richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Nel secondo caso di richiesta di un permesso di soggiorno temporaneo, il lavoratore non comunitario:
1. deve essere in Italia da prima dell’8 marzo 2020;
2. deve avere un permesso di soggiorno scaduto dal 31/10/2019
3. deve presentare domanda di permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi alla Questura unitamente a documentazione idonea a comprovare lo svolgimento di attività lavorativa nei 3 settori indicati (agricoltura/allevamenti; servizi domestici; servizi alla persona) riscontrabile da parte dell’Ispettorato del lavoro;
4. deve versare un contributo di 130 euro;
5. riceverà un’attestazione che consente di svolgere attività lavorativa in quei 3 settori e di presentare domanda di conversione del permesso temporaneo in permesso per motivi di lavoro nei 3 settori predetti e di iscriversi alle liste del sistema unico del lavoro – servizi per l’impiego -per immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa.

In entrambi i casi il lavoratore:
1. deve essere in Italia da prima dell’8 marzo 2020;
2. non deve essere stato espulso per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato o appartiene ad una delle categorie indicate dal Codice Leggi Antimafia;
3. non deve essere stato segnalato ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;
4. non deve essere stato condannato per uno dei reati previsi dall’art. 380 del CPP- arresto in flagranza di reato per reati che hanno come pena la reclusione al minimo a 5 anni e nel massimo a 20 anni – o per i delitti contro la libertà personale, reati inerenti agli stupefacenti o inerenti favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reati diretti al reclutamento di persone da
destinare allo sfruttamento alla prostituzione o di minori da destinare ad attività illecite.

Se il rapporto di lavoro cessa ci si può iscrivere alle liste di immediata disponibilità all’attività lavorativa e richiedere un permesso per attesa occupazione che poi potrà essere convertito in lavoro.

Con i prossimi decreti attuativi verranno date maggiori informazioni rispetto alle modalità di presentazione della domanda.

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