Pur dovendo modificare le modalità di incontro dettate dallo stop imposto dal Covid, non si sono fermate le attività di Distinti ma non distanti, un progetto che contribuisce alla crescita del senso di appartenenza ad una comunità globale, che promuove la conoscenza tra persone di diverse culture e  favorisce la diffusione del concetto di diversità come valore.

Tra le varie attività proposte dal progetto, che si svolge tra Roma e Milano, la programmazione pre-Covid prevedeva la formazione dei candidati a “libri umani” per una FEM Human Library sul tema delle migrazioni, evento che dovrà tenersi presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma tra settembre e ottobre 2020.

Formatori e candidati avrebbero dovuto incontrarsi a Roma per comporre una classe e realizzare una formazione di tipo laboratoriale propedeutica all’evento, ma vista l’impossibilità di tenere gli incontri in presenza, abbiamo deciso di non fermarci e sperimentare per questa attività una modalità “a distanza”.

Abbiamo cominciato a metà aprile questa modalità inconsueta per una  formazione FEM Human Library e ad oggi sono circa 20 i “libri umani” che stanno frequentando gli incontri; un gruppo molto eterogeneo di persone, animate dall’intento comune di raccontare ai visitatori dell’importante Museo di Roma, una storia che possa favorire il dialogo, ridurre i pregiudizi e avvicinare mondi diversi.

Mediatore interculturale, ricercatore, medico, scrittore, educatore, poeta, counselor, giornalista, operatore sociale, artigiano, receptionist, insegnante, studente, aiuto-cuoco, praticante avvocato, assistente domiciliare, queste alcune delle loro professioni. Una classe di uomini e donne, cittadini migranti o con background migratorio, con personalità “distinte, ma non distanti”; persone che, per le finalità del progetto, stanno offrendo l’intimità di racconti personali e spesso dolorosi.

La conduzione esperta dei formatori professionisti della Fondazione Empatia Milano (FEM), sta trasmettendo loro le tecniche di narrazione atte a valorizzare la storia da raccontare e a rendere il momento di incontro ancora più suggestivo e partecipato.

Entriamo in una delle lezioni online e troviamo un tavolo con un foglio disegnato, senza scritte, ma che ben presto si è popolato di parole, pensieri, emozioni, colori, aspirazioni. Questo è uno dei tanti esercizi svolti dai “libri umani” che stanno preparandosi alla costruzione del racconto che i visitatori del museo romano potranno ascoltare in autunno, dalla viva voce dei protagonisti.

Un incontro dopo l’altro, si stanno delineando storie interessanti e intense, che descrivono vite tutte da scoprire e che stimoleranno riflessioni, o potranno modificare opinioni, offrire un punto di vista diverso o semplicemente potranno arricchire i “lettori” di un’esperienza nuova e insolita.

Distinti ma non distanti,  con capofila Asia onlus e partner Programma integra, Fondazione Empatia Milano FEM, Centro di Studi sul Buddhismo  – Dipartimento Asia, Africa, Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli, L’Orientale Museo dei Bambini SCS Onlus (Explora), è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Leggi anche:

Raccontare le migrazioni: il progetto Distinti ma non distanti avvia la formazione per la FEM Human Library di Roma

Condividi