Promuovere una maggiore conoscenza delle differenti identità religiose a partire dal mondo della scuola. Il dialogo tra cinema e religioni come specchio per osservare le trasformazioni delle nuove spiritualità e come spazio di confronto tra le varie confessioni. L’analisi del fenomeno migratorio come strumento per leggere il nuovo profilo religioso del nostro Paese. Questi alcuni dei temi affrontati durante la 2^ Conferenza Nazionale ‘Cosmocity – Migrazioni, religioni e città interculturali’, che si è svolta il 10 novembre presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università la Sapienza di Roma, un evento che anche quest’anno ha registrato la presenza di oltre 200 persone, non solo addetti ai lavori ma anche tanti studenti.

Hanno aperto i lavori con i saluti di benvenuto Valentina Fabbri, Presidente di Programma integra, il Prof. Biagini, pro-rettore dell’Università la Sapienza di Roma, il Prof. Asperti, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università la Sapienza di Roma e il Prof. Botta, direttore del Master di I livello in Religioni e mediazione culturale dell’Università la Sapienza di Roma. Claudio Paravati, direttore della rivista confronti.net e moderatore dell’evento, ha introdotto l’intervento di Paolo Masini, in rappresentanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turimo, il quale ha sottolineato come l’integrazione sia fatta di cultura e ha ricordato quanto sia necessario ‘accogliere’ anche le fedi dei cittadini stranieri che giungono nel nostro Paese.

Alessandro Saggioro, Prof. di storia delle religioni presso l’Università La Sapienza e Ambrogio Bongiovanni, della Pontificia Università Urbaniana, nei loro interventi accademici si sono soffermati sulla necessità di costruire una  ‘nuova città’, all’interno della quale avviare non solo processi di dialogo interreligioso ma anche interculturale, in grado di raccogliere le ‘idee religiose’, segno di diverse culture di passaggio.

Chiara Peri – Centro Astalli ha presentato il progetto ‘Luoghi comuni, luoghi in comune. Percorsi di dialogo e conoscenza a partire dai luoghi di culto’, e ricordato quanto sia importante il ruolo dei luoghi di culto nel precorso di integrazione dei migranti e quanto sia centrale la diffusione del tema relativo all’ospitalità dell’altro, soprattutto nei contesti educativi, come elemento propulsivo volto all’abbattimento di pregiudizi.

L’intervento di Luigi De Salvia – Religions for Peace ha spostato l’attenzione al mondo della sanità, sottolineando quanto sia importante formare il personale sanitario al fine di comprendere le differenti pratiche religiose, che accompagnano i pazienti stranieri nei momenti della sofferenza.

Relativamente al mondo dell’istruzione, la dirigente dell’IISS ‘Leonardo da Vinci’ di Roma, Irene De Angelis ha ricordato che la scuola è il luogo in cui vengono forniti ai giovani le chiavi di interpretazione e di lettura della realtà, e che quindi le attività alternative all’insegnamento della religione cattolica devono avere una funzione etico-civica, come l’educazione ai valori della convivenza civile e dei diritti umani.

Abdellah Redouane, segretario generale del Centro Islamico della Grande Moschea di Roma, ha raccontato l’esperienza del Centro nell’ambito della promozione del dialogo interreligioso e ha posto l’attenzione su quanto sia importante avere rapporti con i rappresentanti di altre confessioni religiose, non intendendolo come dovere ma come condizione personale.

Rita Finco – Università Parigi 13/Università di Bergamo ha evidenziato la necessità di costruire dispositivi di cura che tengano conto della dimensione religiosa di cui i migranti sono portatori, poiché si è rilevato che tale dimensione è un elemento imprescindibile e, a volte, causa principale delle difficoltà di inserimento sociale e culturale nella società di accoglienza.

Hanno concluso la sessione mattutina Silvia Omenetto – dottoranda di ricerca in ‘Storia, territorio e patrimonio culturale’ che ha presentato la ricerca dal titolo ‘I gadwara dal Punjab all’Italia’ e Andrea Fellegara – Associazione Pontieri del dialogo, che  si è soffermato sull’importanza dell’incontro non programmato con l’altro attraverso l’attività del camminare.

La sessione del pomeriggio si è aperta con il contributo del Prof. Botta, il quale ha ricordato l’importanza del rapporto dialettico tra cinema e religioni, e ha introdotto il cortometraggio ‘Gas station’, selezionato dalla 18^ edizione del Religion Today Film Festival, del regista Alessandro Palazzi. Dopo l’intervento dell’ambasciatore dell’India presso la Repubblica Italiana, Sri basant K. Gupta, che ha auspicato maggiori momenti di confronto su queste tematiche, i rappresentanti delle comunita’ religiose presenti a Roma  hanno acceso  la lampada di Divali, simbolo di pace e fratellanza tra i popoli.

La giornata si è conclusa con una cerimonia simbolica di Divali, la festa induista delle luci, durante la quale numerose candele sono state affidate al Tevere in un ideale gemellaggio con il Gange.

L’evento è stato promosso da Programma integra s.c.s., Religions for Peace Italia, Fondazione Roma Solidale, Tathata Edizioni, Fondazione ISKCON (International Society for Krishna Consciousness) Italia, Master di I livello in Religioni e mediazione culturale dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, Associazione ‘Pontieri del dialogo’, Religion Today Film Festival e UISP – sport per tutti.

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