Hanno familiarità con il termine ‘cittadino dell’Unione Europea’, si ritengono sufficientemente informati e sono consapevoli che i cittadini italiani sono anche cittadini europei; ma un terzo pensa che occorre presentare una richiesta per diventare cittadino europeo e il 40% che si può scegliere di rinunciarvi. Sono alcuni risultati di una indagine presentata da Programma integra a Napoli, ultima tappa del ciclo di seminari organizzati nel quadro del progetto ‘Europa nelle lingue del mondo’.

Si è svolto ieri, 12 maggio, a Napoli presso la Sala del Consiglio comunale il workshop ‘I diritti di cittadinanza europea: opportunità e strumenti di informazione’, organizzato nell’ambito del progetto di comunicazione e sensibilizzazione rivolto ai cittadini naturalizzati italiani ‘Europa nelle lingue del mondo’, gestito da Programma integra e promosso da Commissione e Parlamento Europei, Dipartimento Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con le città di Roma, Milano e Napoli.

Circa un centinaio i presenti all’iniziativa, per lo più operatori pubblici e privati impegnati nel settore migranti e rifugiati, ma anche assistenti sociali, mediatori culturali, oltre che operatori interessati ai temi al centro della discussione.

Il workshop è stato aperto e coordinato da Elena Coccia, Presidente dell’Osservatorio Permanente per il Centro storico di Napoli, ed ha visto interventi di rappresentanti di istituzioni nazionali ed europee e delle principali reti di informazione dell’UE (Europe Direct ed Eures). Alessandra Clemente, Assessore ai Giovani del Comune di Napoli, ha portato i saluti dell’amministrazione comunale.

L’incontro è stata l’occasione per presentare i risultati del sondaggio di opinione svolto per indagare la percezione e la conoscenza della dimensione europea della cittadinanza nei nuovi cittadini italiani. La rilevazione si è svolta presso gli Uffici Cittadinanza di Roma, Milano e Napoli, tra il 18 novembre 2013 e il 9 aprile 2014, attraverso circa 900 questionari che hanno coinvolto i nuovi cittadini italiani.

Dal sondaggio emerge che oltre il 70% dei nuovi cittadini italiani ha ‘familiarità con il termine cittadino dell’Unione Europea’ e ne conosce il significato. Il 51,4% si ritiene ‘sufficientemente informato’ e oltre il 92% è consapevole del fatto che i cittadini italiani sono in quanto tali anche cittadini europei.

Un risultato che segnala una conoscenza diffusa della nozione di cittadinanza europea di fatto simile, se non addirittura superiore, a quella espressa, in media, dai cittadini europei e italiani sul medesimo quesito, come rilevato dalla Commissione europea nel novembre del 2012.

Ma più si entra nel merito con domande sulla modalità di acquisizione della cittadinanza europea più aumenta, da parte degli intervistati, la difficoltà a fornire risposte corrette ai quesiti posti e, con essa, la sensazione individuale di una scarsa conoscenza degli argomenti.

Ad esempio, il 27% dei nuovi cittadini italiani è convinto che per diventare cittadino europeo sia necessario richiederlo, mentre addirittura il 42% esprime il dubbio che sia possibile scegliere di rinunciare alla cittadinanza europea se lo si desidera.

I nuovi cittadini italiani non denunciano una mancanza di informazione che invece spicca nelle recenti rilevazioni dell’Unione (il 75% degli italiani si ritengono non sufficientemente informati sulle questioni europee, secondo Eurobarometro n.80), semmai ritengono di essere ‘sufficientemente informati’ sui diritti di cittadinanza europei e su come esercitarli.

Ma, incrociando i dati, emergono comunque carenze informative ‘oggettive’ significative e diffuse che segnalano complessivamente un deficit di informazione e comunicazione su questi temi.

Indagine sul grado di conoscenza dei nuovi cittadini italiani dei diritti di cittadinanza europea

Foto del workshop di Napoli

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