Il vice prefetto del Ministero dell’Interno Marta Matscher ha dato il via il 26 giugno all’evento conclusivo del progetto Re-Startup – rete nazionale per la creazione di imprese cooperative di titolari di protezione internazionale vulnerabili, che ha creato 12 nuove cooperative di rifugiati. Tutti i ‘nuovi imprenditori’, arrivati per l’occasione a Roma dalle loro sedi dislocate in 6 diverse città italiane, hanno portato la loro intensa testimonianza.

I lavori si sono aperti alle 11,00 e dopo l’intervento del vice prefetto, che ha auspicato una prosecuzione del lavoro di supporto alle start-up di impresa condotte da rifugiati attraverso risorse specifiche da parte dell’UE, tutti i partner di progetto hanno illustrato le varie fasi delle attività svolte durante i due anni di Re-Startup, passando poi la parola ai veri protagonisti della giornata, ovvero i componenti delle nuove cooperative.

‘Noi non siamo venuti in Italia per mangiare (…)’, questo è il succo dell’intervento di Emile Perculos Kovadio della Cooperativa ‘Africasia’ di Copertino (LE), che rispecchia molti degli interventi che si sono poi susseguiti nella giornata;  Emile, come altri, ha tenuto a condividere con i presenti la sua esperienza di fuggiasco, il dolore per il distacco forzato dalla sua terra e la voglia di cambiare la sua vita attraverso il lavoro, la produzione e il rispetto delle regole.

Tutti i rappresentanti delle nuove cooperative hanno sottolineato l’importanza che questo progetto ha assunto nella loro vita , comunicando senza difficoltà alla platea attenta, speranze e aspettative riposte in questo lavoro nuovo, creato da e per loro e che, da ora in avanti, dovrà essere più che mai un incentivo a migliorare la condizione economica e sociale di chi ha intrapreso la nuova, impegnativa sfida dell’imprenditoria.

Tante sono state le testimonianze anche ‘tangibili’ del lavoro dei ‘rifugiati imprenditori’ giunte nella sede dell’evento finale: dal miele prodotto dalla Cooperativa ‘Lo sciame’ di Parma, ai coloratissimi vestiti realizzati dalla Sartoria ‘Debo’ di Brescia, ai prodotti di catering etnico della Cooperativa ‘Happiness’ di Ferrara. All’interno del Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale di Roma che ha ospitato l’evento, tutte le nuove attività sono stati raccontate attraverso dei pannelli illustrativi con foto e descrizione dei prodotti.

Oltre a Programma integra e il capofila, la Cooperativa Sociale Camelot – Officine Cooperative di Ferrara,  presenti anche tutti gli altri partner di progetto:

Tra i partecipanti, anche la Vice Presidente di Micro Progress Onlus, Ilaria Fresa, che ha presentato il lavoro svolto dal progetto Re-Lab start up your business, finanziato dal Fondo Europeo per i Rifugiati con le stesse risorse previste per il progetto Re-Startup, e che ha puntato alla creazione di imprese individuali condotte da rifugiati. Come Re-Startup, anche Re-Lab ha creato una rete sull’intero territorio nazionale ed è stato condotto da una partnership guidata dall’International Training Centre of the ILO.

In chiusura  dei lavori  sono stati presentati da ICS i risultati dei questionari sulla qualità della vita, periodicamente somministrati ai destinatari del progetto. Il dato principale emerso dallo studio è che la percezione delle loro condizioni di vita è nettamente migliorata dall’inizio delle attività del progetto ad oggi.

Le nuove cooperative nate grazie al progetto Re-startup – rete nazionale per la creazione di imprese cooperative di titolari di protezione internazionale vulnerabili sono:

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