Operano a pieno ritmo le nuove aziende create dal progetto Re-startup, in attività che spaziano dalla sartoria alla produzione di miele, dal market multietnico al catering etnico, dell’autolavaggio all’officina per ciclomotori, dalle cooperative multiservizi ai servizi di controllo e di custodia, fino al mercatino dell’usato. Da Lecce, Trieste, Brescia, Parma, Ferrara e Roma, grazie ai finanziamenti del Fondo Europeo per i rifugiati, sono 41 i titolari di protezione internazionale diventati ora imprenditori.

Si è concluso il 30 giugno 2014  il progetto Re-startup – Rete nazionale per la creazione di imprese cooperative di titolari di protezione internazionale vulnerabili, finanziato da Commissione Europea e Ministero dell’Interno nell’ambito del Fondo europeo per i rifugiati – annualità 2011 e 2012. In due anni di operato, sono state create 11 nuove aziende con titolari cittadini rifugiati. Durante il percorso progettuale in 243  hanno partecipato ad una formazione imprenditoriale, di cui 189 uomini e 52 donne, provenienti prevalentemente da Africa  subsahariana, Medio Oriente, Asia Orientale.

Il progetto, finalizzato alla creazione di impresa, è stato gestito dalla Cooperativa Camelot – Officine cooperative di Ferrara e da una partnership composta da 7 organizzazioni del Terzo settore di 6 differenti città (Parma, Brescia, Roma, Copertino, Trieste, Ferrara). A Roma  le attività sono state realizzate da Programma integra.

Rivolto a rifugiati e titolari di protezione sussidiaria, il progetto ha proposto ai suoi destinatari un impegnativo iter per accompagnarli nello start-up delle loro idee imprenditoriali attraverso la creazione di società cooperative e di ditte individuali. Dopo una selezione, avvenuta nella prima annualità, è stato realizzato un percorso di formazione professionale sullo start-up di impresa rivolto ai futuri imprenditori. Al termine della formazione sono state scelte le idee imprenditoriali maggiormente sostenibili, in linea con le richieste del mercato, e costituite le imprese.

La formazione, oltre a sessioni mirate all’apprendimento di nozioni e concetti utili alla costituzione delle future imprese (ivi compresi corsi sulla sicurezza e sulla somministrazione di alimenti), ha previsto anche lezioni personalizzate per l’approfondimento della lingua italiana e laboratori di tipo psicologico volti a migliorare la qualità dei rapporti interpersonali tra i soci.

Le imprese, nate attraverso il progetto Re-Startup, sono 12, di cui 9 società cooperative (una delle quali non ha proseguito le sue attività) e 3 ditte individuali:

  • T.A.R , Società Cooperativa a Ferrara
  • World in progress, Società Cooperativa sociale a Parma
  • Rugiada, Società Cooperativa a Lecce
  • Gekakè Società Cooperativa a Brescia
  • Curry Mix, Impresa individuale  a Trieste
  • Happiness Società Cooperativa a Ferrara
  • Lo Sciame, Società Cooperativa a Parma
  • C.I.S. Società Cooperativa  a Roma
  • Debo Sartoria, Impresa individuale  a Brescia
  • Dj Sartoria, Impresa individuale a Trieste
  • Africasia, Società Cooperativa a Lecce

Leggi il report finale di Re-startup

Per saperne di più sul progetto:

 

Leggi anche:

Chiusura del progetto Re-startup: tutte presenti le 12 nuove imprese di rifugiati

Re-Startup: 12 nuove cooperative di rifugiati. Evento di chiusura a Programma integra

Al via le attività della Cooperativa C.I.S. Cooperativa Immigrant Service – nata dal Progetto Re-startup

Si inaugura l’attività di una delle cooperative nate grazie al progetto Re-startup finanziato dal Fondo Europeo Rifugiati 

 

Condividi