Il Ministero dell’Interno con la circolare n. 4084 del 3 ottobre 2016 ha fornito alcuni chiarimenti relativi alle procedure di rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Il permesso di soggiorno per attesa occupazione viene rilasciato quando, al momento del rinnovo del pds per motivi di lavoro subordinato, il lavoratore non sia titolare di un contratto di lavoro ma risulti iscritto nelle liste di collocamento, ed è regolato dall’art. 22 del Testo Unico sull’Immigrazione.

Con la legge n.92 del 28 giugno 2012  è stata apportata una modifica al permesso di soggiorno per attesa occupazione, ossia il prolungamento oltre i 6 mesi delle permanenza in Italia di cittadini stranieri disoccupati, al fine di evitare situazioni di irregolarità.

Il rinnovo del pds per attesa occupazione è possibile per un periodo anche superiore all’anno, se il lavoratore è parte di un ‘nucleo familiare, già costituito sul territorio nazionale, composto da una persona che dimostri di disporre di risorse sufficienti, previste dall’art. 29 del T.U. tali da non gravare sul sistema di assistenza sociale dello Stato durante il soggiorno (ovvero un reddito almeno pari all’importo dell’assegno sociale, cioè 5.824,91 euro annui).

La circolare n.4084 del Ministero dell’Interno vuole ricordare alle Questure che il rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione è possibile anche oltre l’anno, quindi si raccomanda di valutare caso per caso la situazione del richiedente, ponendo particolare attenzione ai legami familiari, al nuuero di anni passati in Italia e ad eventuali precedenti penali dell’immigrato. Ciò che si raccomanda è di tenere presente il livello di ‘inclusione sociale’, ovvero di integrazione del richiedente.

La circolare ricorda inoltre che per rinnovare il pds per attesa occupazione è necessario possedere un reddito minimo pari all’importo dell’assegno sociale, e per determinarlo è possibile tener conto del reddito annuo complessivo dei familiari conviventi con il richiedente. Infine, le Questure in caso di contratto di lavoro stipulato da pochi mesi non possono esclusivamente valutare il reddito storico, perchè sicuramente insufficiente, ma devono realizzare un’indagine che tenga conto della natura del contratto di lavoro, se l’orario lavorativo corrisponde a un full-time o ad un part-time, o se a tempo determinato o indeterminato.

Ministero Interno_circolare n.4084_rinnovo pds attesa occupazione 

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