L’evento online ‘Il Mentoring: tra buone prassi e opportunità per minori stranieri non accompagnati e giovani adulti’, che si è svolto il 26 novembre è uno dei tre eventi previsti dal progetto Xing – Crossing, Percorsi di integrazione per giovani migranti. Il progetto che ha preso avvio ad aprile 2019 ha unito alle attività di inclusione previste, in coerenza con il bando Never Alone, attività sperimentali di mentoring.

L’incontro organizzato da Programma integra, ha voluto soffermarsi a raccontare la sperimentazione delle attività di mentoring messe in atto dal progetto nei territori di attività: Roma, Torino e Catania. Considerata la caratteristica della sperimentazione, l’incontro ha voluto rappresentare un momento di confronto tra le prassi sviluppatesi sul tema e in generale sull’accompagnamento all’inclusione dei neo maggiorenni attraverso un rapporto con persone formate che scelgono informalmente di mettere a disposizione il proprio tempo.

Dopi i saluti introduttivi da parte di Valentina Fabbri, coordinatrice del progetto Xing, Viviana Valastro, project manager di Never Alone ha inquadrato le diverse attività sostenute: accanto alle sperimentazioni del mentoring, anche quella dei tutori sociali che prevede il rafforzamento del sistema di tutela volontaria attraverso la costruzione della relazione tra tutori volontari formati e neomaggiorenni privi di tutore in Piemonte e Sicilia ed il supporto ai tutori volontari nominati che continuano ad essere un punto di riferimento per i ragazzi/e anche dopo il compimento della maggiore età, non solo in Piemonte e in Sicilia, ma anche in Toscana. L’intento, come ribadito da Valastro, è quello di mettere a sistema le varie iniziative e farle dialogare per consolidare una comunità di pratiche.

Sara Nicu, referente dell’attività di mentoring per Programma integra ha poi raccontato il percorso realizzato. Durante le ultime fasi del lockdown, a maggio 2020, è stata lanciata una chiamata nazionale, in sinergia con i partner di progetto – Prospettiva di Catania e Esserci di Torino – alla ricerca di persone interessate a seguire un percorso di formazione on line sul mentoring. I candidati sono stati 18 dai tre territori che hanno partecipato a 4 incontri formativi sui temi della legislazione sui minori, le reti territoriali e i servizi competenti e l’approccio relazionale.

Nei tre territori hanno poi preso avvio le “selezioni” dei destinatari, i cosiddetti mentees, che sono stati poi associati ad un mentore formato e fatti incontrare. Durante gli incontri, avvenuti per lo più nel mese di settembre 2020, il mentore e il mentee sono stati chiamati a ragionare sugli obiettivi da raggiungere insieme durante un percorso di 6 mesi. Nel corso di questi primi tre mesi di sperimentazione, durante gli incontri di tutoraggio, i percorsi avviati hanno dimostrato una buona tenuta con la creazione di momenti di condivisione fissi alla settimana volti per lo più a costruire la “nuova” relazione, a conoscersi meglio condividendo momenti di quotidianità fatti anche di disbrigo di attività quali compiti, piuttosto che l’iscrizione a scuola o lo studio per la patente o alla gestione del tempo libero. Con entusiasmo e grande disponibilità di entrambi. Lo stesso entusiasmo emerso dalle parole di Jaqueline Magalahaes da Concecao, una mentore del progetto di Roma e da Youssufa Sanneh, un giovane mentee.

Samatha Ferri di Defence for Children, che da anni sperimenta percorsi di mentoring principalmente nel territorio di Genova, ha spiegato come il mentore diventi un punto di riferimento; diventa “quella persona che ti pensa di cui tutti avremmo bisogno”. I percorsi di mentoring promossi da Defence for Children hanno una durata di 6 mesi e hanno come obiettivo generale l’inclusione sociale del destinatario.

Anche Refugees Welcome Italia grazie al sostegno di Unicef ha intrapreso una campagna di mobilitazione sul mentoring. Da Fabiana Musicco, Presidente dell’associazione, abbiamo ascoltato le tappe del progetto diffuso in 26 città italiane e i risultati raggiunti. Analogamente all’approccio dell’accoglienza in famiglia, la pratica della “guida adulta” ha la capacità di coniugare la voglia di partecipare delle persone con le necessità dei destinatari con l’obiettivo di una società più coesa. Sono 22 gli abbinamenti realizzati: i mentee sono ragazzi di 20 anni e i mentori sono donne di circa 45 anni. Musicco ha ribadito l’importanza di avere un punto di riferimento per ragazzi così giovani che hanno pochissimo tempo prima di arrivare alla maggiore età. Infine Ivan Mei ha raccontato dei programmi di Unicef. A seguito di una ricerca, hanno deciso di investire sul mentoring e sulla tutela volontaria. L’Unicef dal 2016 ha un programma in Italia a supporto dei minori migranti e rifugiati e questo tipo di intervento si sta inserendo in un programma più vasto finanziato dalla Commissione Europea che ha obiettivo la lotta all’esclusione sociale. Stanno sperimentando modelli di alternative care inserendo anche il sistema del mentoring come pratica sperimentale di inclusione. E’ importante aprire incontri regolari tra le varie organizzazioni che lavorano sul tema per capire come migliorare insieme per avere una voce comune per le istituzioni sul valore del mentoring, ha concluso Mei.

I prossimi passi saranno quelli di creare una rete stabile di pratiche su tali esperienza e di trasformare l’attività sperimentale in un nuovo metodo inclusivo a supporto dei più vulnerabili.

Il progetto Xing  finanziato dal bando Never Alone 2018 – Accoglienza e accompagnamento dei minori e giovani stranieri non accompagnati che arrivano in Italia soli è coordinato da Programma integra e ha come partner: Associazione Centro Astalli, Civico Zero, Consiglio Italiano Rifugiati, Comune di Torino, cooperativa Esserci, cooperativa Prospettiva, Save the Children Italia onlus.

Guarda l’evento Il Mentoring: tra buone prassi e opportunità per minori stranieri non accompagnati e giovani adulti.

Per maggiori informazioni consulta la scheda progetto

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