Si è svolto il 16 dicembre scorso presso il Teatro Rossini di Roma l’evento “La strada dell’accoglienza: la figura del tutore come rafforzamento nei percorsi di inclusione sociale”, un incontro pubblico che ha segnato la conclusione del progetto Roma Accoglie, finanziato da Roma Capitale – Dipartimento Politiche Sociali e salute con fondi della Regione Lazio.

L’evento è stato organizzato da Programma integra, che nell’ambito del progetto ha curato l’attuazione del servizio sperimentale di “Tutor per l’Integrazione”, realizzando ben 10 matching tutore/mentee. Il risultato è avvenuto a seguito di un percorso di formazione rivolto agli aspiranti tutor, a cui è seguita una prima fase esplorativa con gli operatori dei progetti di accoglienza che hanno segnalato i beneficiari presenti nei centri SAI della Capitale; i successivi colloqui di conoscenza con i beneficiari, svolti dal team di progetto hanno poi condotto agli incontri finali tra le persone direttamente coinvolte nei matching..

L’incontro del 16 dicembre, pensato come atto conclusivo delle azioni di Roma Accoglie, ha voluto perciò condividere l’importante esperienza di sperimentazione del progetto e nel contempo riunire in un’unica cornice alcune delle più importanti esperienze sul territorio nazionale che riconoscono nella figura del tutore un ausilio utile e necessario al potenziamento dei percorsi di inclusione di migranti.

Ha aperto i lavori la dott.ssa Rosa Aquilina in rappresentanza del Comune di Roma, con un intervento introduttivo su due importanti progettualità promosse dalla Giunta Capitolina: Fare in Comune e Roma Accoglie. I due progetti sono stati poi illustrati da Simona Martini di Infor-Elea e Sara Nicu e Costanza Raguso di Programma integra, in rappresentanza degli Enti attuatori.

A seguire il contributo della Project manager Viviana Valastro, che ha fornito ad una platea attenta, un’esaustiva panoramica sul Programma Never Alone, che promuove il sostegno al sistema di tutela volontaria e sul Progetto sperimentale Tutori sociali , è stata poi la volta di Jasmine Mittendorff di UNHCR che ha presentato attività e risultati di Community Matching, un importante progetto a respiro Nazionale che promuove l’integrazione delle persone rifugiate attraverso l’attivazione di relazioni di tutoraggio fra volontari e rifugiati.

Si è poi aperto il momento “talk” previsto dal programma, con il contributo di due esperienze a confronto: la prima, presentata da Sandra Abbondandolo, Presidente dell’Associazione di tutor volontari “Obiettivo fanciullo – ODV – Non lasciamoli soli”, che ha parlato al pubblico in sala del ruolo fondamentale che anche le organizzazioni di volontariato ricoprono nei percorsi di accompagnamento che coinvolgono la figura del tutor. L’intervento si è poi concluso con un racconto autobiografico legato ad una sua personale esperienza vissuta nell’accompagnamento di una giovanissima donna fuggita dalla Somalia in cerca di un futuro migliore per sé e per la sua famiglia.

Per ultimo, abbiamo riservato al pubblico il racconto di Marinella e Khanum, rispettivamente tutor e mentee, “unite” proprio grazie all’attività che Programma integra ha realizzato nell’ambito del progetto. Abbiamo ascoltato i loro interventi spontanei e pieni di gioia, che ci hanno restituito un grande senso di gratitudine per questo incontro “al buio”, del quale entrambe avevano un po’ timore, ma che, a loro dire, si è rivelato un prezioso dono del destino.

“Sono cresciuta in Ucraina fino al 2022, sono finita qui in Italia a causa della guerra…La bambina che è in me non poteva credere che il mondo degli adulti potesse essere così crudele… poi per una serie di circostanze sono finita in questo progetto dove mi è stata presentata Marinella. A qualcuno sembrerà strano, ma quando l’ho incontrata per la prima volta ho avuto la sensazione che fosse la “persone del mio cuore”, come chiamo io le persone che sono sulla tua stessa lunghezza d’onda (…) anche se parlo un pessimo italiano, è interessante: a volte possiamo comunicare con una persona senza conoscere il significato di ogni parola, possiamo cogliere l’essenza di ciò che viene detto ed esserne felici (…)”
Khanum 

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