Concessione cittadinanza e riconoscimento status di soggiornante di lungo periodo: due importanti class action

Il procedimento è stato presentato da CGIL insieme al patronato INCA e a Federconsumatori contro il Ministero dell’Interno per il ripristino della correttezza e dell’efficienza degli iter amministrativi in materia di concessione della cittadinanza italiana e riconoscimento dello status di soggiornante di lungo periodo.

Le due class action, ha sottolineato Vera Lamonica, Segretario Confederale della CGIL, durante la conferenza stampa di presentazione, hanno come obiettivo “la tutela dei diritti dei migranti” che troppo spesso si trovano a fare i conti a livello nazionale e locale con una legislazione discriminante.

In materia di concessione della cittadinanza italiana, si spiega nella nota diffusa dalla CGIL, nonostante la legge preveda la conclusione delle procedure entro i due anni dalla presentazione della richiesta e nonostante le recenti modifiche legislative che impongono ai richiedenti una tassa di 200 euro, oggi, “nella realtà concreta questo non avviene, poiché passano due, tre o quattro anni senza riscontro da parte dell’Amministrazione”.

Sul tema del riconoscimento dello status di soggiornante di lungo periodo, con l’azione collettiva si vuole combattere la disomogeneità del rilascio nei vari contesti territoriali, nei quali, benchè la legge lo preveda “per sé e per i proprio familiari”, a fronte di un certo grado di inserimento sociale, molte questure si ostinano a procrastinarne la concessione.

La ‘class action’, prosegue la nota, consiste in un atto di diffida a cui il Ministero è tenuto a fornire risposta entro 90 giorni dal ricevimento. Una volta scaduto il termine ultimo, se l’amministrazione non risponde, se risponde in modo insoddisfacente o se comunque il disservizio non viene eliminato, può essere promossa nel termine di un anno la vera e propria azione di classe in sede giurisdizionale innanzi al Tar. Sono legittimati ad agire sia i privati cittadini pregiudicati dal disservizio dell’Amministrazione che gli enti collettivi e le associazioni di tutela dei soggetti portatori dei medesimi interessi.

 

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