Corte di Giustizia UE: in Italia è troppo alto il contributo economico da versare per il rilascio del permesso di soggiorno

Con la sentenza del 2 settembre 2015 la Corte di Giustizia europea ha stabilito che la normativa italiana è in contrasto con il diritto dell’Unione Europea in quanto impone ai cittadini stranieri che richiedono il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno di pagare un contributo economico sproporzionato, tra gli 80 e i 200 euro, atto a creare un ostacolo all’esercizio dei diritti conferiti dalla direttiva 2003/109/UE.

I fatti: in Italia l’articolo 5, comma 2-ter, del dlgs. n. 286/1998 (Testo unico sull’Immigrazione) prevede che ‘la richiesta di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno è sottoposta al versamento di un contributo, il cui importo è fissato fra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze’. Questo decreto, adottato nel 2011, ha fissato l’importo dei contributi da versare per il rilascio e il rinnovo di un permesso di soggiorno nel modo seguente:

  • Euro 80,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
  • Euro 100,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
  • Euro 200,00 per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e per i richiedenti il permesso di soggiorno ai sensi dell’art. 27, comma 1, lett. a), del dlgs. n. 286/1998. A tale contributo si aggiungono ulteriori imposte previste dalla legge, pari complessivamente ad € 73,50.

La CGIL e l’INCA hanno chiesto al TAR del Lazio l’annullamento del decreto del 2011, sottolineando la natura sproporzionata del contributo che deve essere versato per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno a cittadini di paesi terzi, in quanto l’importo dovuto per rinnovo o rilascio di pds in Italia è otto volte più elevato rispetto all’importo richiesto per ottenere la carta d’identità nazionale. Il TAR Lazio ha in seguito deciso di sospendere il giudizio e di sottoporre la questione alla Corte di Giustizia europea.

La sentenza: la Corte, pur riconoscendo che ‘gli Stati membri possono subordinare il rilascio al pagamento di contributi’ e che ‘dispongono di un margine discrezionale’ nel fissare questi contributi, ha ricordato anche che l’obiettivo principale della direttiva europea 2003/109 ‘è l’integrazione dei cittadini di paesi terzi stabilitisi a titolo duraturo negli Stati membri’. Dunque l’entità dell’importo per il rilascio di un permesso di soggiorno ‘non può compromettere la realizzazione degli obiettivi perseguiti dalla direttiva e deve rispettare il principio di proporzionalità’.

I contributi, evidenzia la Corte, ‘non devono creare un ostacolo al conseguimento dello status di soggiornante di lungo periodo’, soprattutto visto che ‘in considerazione della durata dei permessi e il loro rinnovo deve essere pagato assai di frequente’.

La Corte ha sottolineato, inoltre, che la metà del gettito prodotto dalla riscossione del contributo è destinata a finanziare le spese connesse al rimpatrio dei cittadini dei Paesi terzi in posizione irregolare e non quindi l’attività istruttoria necessaria alla verifica del possesso dei requisiti previsti per l’acquisizione del titolo di soggiorno.

Infine, la Corte ha quindi dichiarato che è ‘in contrasto con il diritto dell’UE una normativa nazionale che impone ai cittadini di paesi terzi che chiedono il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno di pagare un contributo di importo variabile tra Eur 80 e Eur 200, in quanto siffatto contributo è sproporzionato ed è atto a creare un ostacolo all’esercizio dei diritti conferiti da quest’ultima.

Sentenza Corte di Giustizia Europea

Leggi anche:

Corte di Giustizia dell’UE: reato di ingresso e soggiorno irregolare – compatibilità normativa nazionale – Direttiva 2008/115/CE

Corte di Giustizia dell’UE: permesso CE per soggiornanti di lungo periodo ai titolari di soggiorno temporaneo stanziati stabilmente nel territorio di uno Stato membro.

Condividi
5x1000 a programma integra

Sei pronto a fare la differenza?

Con ProgrammaIntegra.it, puoi contribuire al cambiamento con un gesto semplice: donare il tuo 5x1000 nella dichiarazione dei redditi.

Sostieni la nostra missione di promuovere l'inclusione sociale e fornire servizi vitali a favore dell'infanzia, dell'adolescenza e delle famiglie, così come degli individui in situazioni di vulnerabilità sociale.

Iscrizione Newsletter

  • Iscrivendoti alla newsletter acconsenti al trattamento dei dati personali trasmessi ai sensi dell'art. 13 del GDPR. Informativa ex art.10 legge n. 196/2003. Per ulteriori informazioni, clicca qui Privacy Policy