Da Kabul a Roma: la forza di Mahdia tra studio arti marziali e sogno olimpico

 

Nel cuore della Capitale, dietro le porte del SUAM – Sportello Unico per l’accoglienza Migranti di Roma Capitale, si intrecciano le storie di vite provenienti da ogni angolo del mondo. Tra i molti volti emergono narrazioni uniche, come quella di Mahdia, una giovane donna afghana il cui percorso è un intreccio di sfide e opportunità. Nata nelle complesse dinamiche di Kabul, città permeata da intricate questioni politiche e sociali, Mahdia ha affrontato il difficile viaggio verso una nuova speranza.

La sua storia si dipana attraverso la passione per le arti marziali e il costante desiderio di istruzione e crescita professionale e umana, elementi che fanno parte del mosaico unico del progetto Spazio comune, di cui Mahdia è beneficiaria. Attraverso il suo racconto, ci immergiamo in un mondo di resistenza e determinazione, dove il SUAM si trasforma in una crocevia di vite che cercano un nuovo inizio.

A soli 11 anni, Mahdia decide di seguire la sua passione per le arti marziali e si iscrive segretamente a un corso di taekwondo, sfidando le restrizioni culturali e sociali imposte alle donne in Afghanistan. Una palestra diventa il suo rifugio, un luogo che frequenta di nascosto dai sui genitori per un anno intero, perché quello si rivela uno spazio raro e prezioso, dove può liberare la sua forza interiore e coltivare la sua abilità nel combattimento.

Ai primi risultati Mahdia prende coraggio e racconta al padre di questa sua passione. Il padre, inizialmente è scettico sul ruolo dello sport nella vita di sua figlia, in un paese dove le donne hanno limitate libertà, ma si trova a cambiare presto idea, perché Mahdia vince i Campionati regionali e poi accede alla Nazionale. Ora l’uomo riesce a vedere sua figlia come una giovane campionessa che emerge, contro ogni aspettativa.

Il percorso di Mahdia verso il futuro si complica con l’arrivo nel 2021 dei Talebani nella sua città. In un momento di paura e incertezza, Mahdia, insieme a due sorelle e un fratello, prende la coraggiosa decisione di fuggire dal loro paese in cerca di sicurezza: “In due ore abbiamo deciso di partire, non sapendo nemmeno dove andare”

L’Ambasciata italiana si presenta come un faro di speranza, offrendo protezione e aprendo le porte a una nuova vita in Italia. Approdano a Genova, dove Mahdia, le sue sorelle e suo fratello trovano rifugio in un Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, e così inizia a tessere il filo del suo destino in un ambiente sconosciuto.

Nonostante i cambiamenti, la passione di Mahdia per il taekwondo non si spegne, e a Genova cerca una palestra da frequentare. Trova un alleato in un allenatore che la guida verso la Federazione Nazionale, aprendo la strada a una nuova fase della sua carriera sportiva in Italia.

Il 2022 segna un nuovo capitolo nella vita di Mahdia, che si trasferisce a Roma per perseguire il suo sogno sportivo. Oltre a gareggiare per il Programma Olimpico dei Rifugiati, diventa una voce attiva per le donne migranti, offrendo il suo sostegno e diventando un faro di speranza per chi ha affrontato situazioni simili.

Il suo arrivo in Italia, inizialmente pieno di incertezze, si trasforma in un punto di rinascita. Mahdia, nonostante le difficoltà iniziali, trova la forza di affrontare l’ignoto.

La sua determinazione la spinge a cercare un’altra pietra miliare nel suo percorso: lo studio. Nonostante il successo nel taekwondo, sente il bisogno di completare il puzzle della sua formazione. Il sogno di diventare un’economista che coltivava a Kabul, si trasforma in altro, come le nuove opportunità e sfide offerte dal Paese che la ospita.

Il suo desiderio di accedere all’Università sembra però un’impresa titanica alla luce delle complicate burocrazie di un paese nuovo, ma Mahdia non abbandona il suo nuovo obiettivo: iscriversi alla facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, e utilizzare i suoi studi per aiutare in futuro altre persone nella sua stessa condizione.

La situazione economica e la permanenza in un Centro di Accoglienza rendono difficile il perseguimento dei suoi obiettivi accademici. Mahdia si impegna in varie vie, cercando soluzioni per il riconoscimento del suo diploma e per garantirsi l’accesso all’Università.

Il Centro SAI che la ospita, diventa il suo punto di riferimento, guidandola verso il SUAM, dove gli operatori del progetto Spazio Comune offrono anche il supporto necessario per il riconoscimento dei suoi titoli di studio e per l’iscrizione all’Università.

Il sostegno ricevuto dal SUAM si rivela cruciale per l’accesso di Mahdia al suo percorso accademico. Ora è iscritta alla Facoltà di Scienze Politiche e vive in un alloggio per studenti, realizzando così un altro passo verso il suo sogno.

“Hanno fatto tutto Alessandra ed Emanuele (ndr gli operatori di Spazio Comune), e dopo tanta ricerca, per me è stato un bellissimo regalo poter finalmente accedere all’Università.”

La sua carriera sportiva continua a prosperare mentre gareggia per il Programma Olimpico dei Rifugiati, puntando alle Olimpiadi di Parigi nel 2024. Ma il suo desiderio più grande è quello di aprire le porte dello sport anche ad altri giovani migranti, lavorando come volontaria per facilitare l’accesso a palestre e a opportunità sportive.

Mahdia conclude la sua storia con una riflessione carica di speranza: “Questo mio viaggio, deciso in due ore, senza una meta, senza sapere cosa ci aspettava, ha visto me, le mie sorelle e mio fratello pieni di paura. Ma a volte, quella cosa che non si conosce e che ci spaventa, sarà proprio quella che cambierà la nostra vita in meglio.”

Spazio Comune è un progetto realizzato con il supporto di Unhcr – Agenzia ONU per i rifugiati e condotto a Roma da Programma integra. Intende aumentare e rafforzare le opportunità di inclusione per le persone richiedenti asilo e rifugiate presenti sul territorio capitolino e focalizza le sue azioni verso un efficace potenziamento del SUAM – Sportello Unico per l’Accoglienza dei Migranti del Comune di Roma Capitale, in particolare i servizi di inclusione sociale per persone richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e apolidi.

 

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