Persone e storie che attraversano il nostro lavoro: Delphine e Dervis

 

Incontriamo Delphine in una bella giornata di primavera. Siamo nella colorata sede del SUAM -Sportello Unico per l’Accoglienza Migranti di Roma Capitale: un luogo a lei caro, perché è proprio dalle stanze luminose di questo stabile al centro di Roma, che qualche mese fa, questa giovane donna con una storia difficile alle spalle, ha cominciato a tracciare la sua strada verso un possibile lieto fine. L’avvio di un cambiamento che vogliamo raccontare, per tutti coloro che hanno bisogno di essere incoraggiati e di pensare: “Si può fare!”

Attraverso il suo racconto vogliamo condividere una delle tante storie di cui siamo testimoni. Uno dei tanti mondi che incontriamo durante il nostro lavoro, una delle tante occasione in cui il nostro operato può fare la differenza e creare le giuste condizioni per un benefico effetto “Sliding doors”.

Delphine è una giovane donna camerunense da 20 anni in Italia. Ci tiene a dire che da quando è arrivata nel nostro Paese, non ha mai chiesto aiuto a nessuno, perché ha sempre lavorato per mantenere la sua autosufficienza. Questo fino a quando doveva pensare solo per sé. Ora è diverso, ora è la mamma single di Dervis, un bambino di poco più di un anno che è la sua gioia; ma per lei, come per molte altre persone in condizioni precarie, spesso una gioia, non può mai essere semplicemente una gioia.

Delphine ha il suo contratto a tempo indeterminato, certo, ha uno stipendio che non risponde a grosse cifre, però ha una busta paga mensile e regolare. Ma anche questo non è sempre garanzia di stabilità; non se sei una donna straniera, sola e con un figlio piccolo da accudire. Perciò, nonostante la gioia della maternità, nonostante la sicurezza di un contratto di lavoro, Delphine ha incontrato mille difficoltà ed è stata soggetta a discriminazione nella ricerca di una casa. E per la prima volta ha deciso di chiedere aiuto.

All’epoca del nostro primo incontro viveva con suo figlio nella stessa casa dove prestava la sua opera di badante, in una situazione umana e lavorativa scomoda e faticosa: lavorare e gestire nello stesso tempo e nello stesso luogo il suo bambino era diventato insostenibile. Per migliorare la sua condizione aveva bisogno di un aiuto per suo figlio e di una posto per vivere con lui; era stanca, ma molto motivata a cambiare la sua vita. Così, come primo step ha cominciato a cercare una casa in affitto e a chiamare agenzie e venditori privati. Il suo obiettivo era quello di mantenere suo figlio, di offrirgli un ambiente familiare, una scuola materna e le cure mediche di cui poteva aver bisogno. Insomma nulla di troppo proibitivo, sembrerebbe. Ma non è stato così facile.

“Non vogliono mamme single” – questa è la prima cosa che racconta con amarezza – “Tutti i proprietari di casa che chiamavo dicevano di non volere fare un contratto di affitto ad una donna con un bambino piccolo. Allora ho pensato di dover cercare qualcuno che mi aiutasse, perché da sola non potevo più farcela”.

La sua forza non l’aveva mai abbandonata,  neanche quando, per conservare il suo posto di lavoro ha dovuto nascondere per 8 mesi la sua gravidanza. Ora però, con la responsabilità di Dervis cominciava a sentirsi sola e impaurita, ma ha attinto alle sue ultime energie e come sempre, ha cercato una soluzione.

“Ho iniziato una ricerca su Internet, per capire se c’era un modo per trovare una casa per me e per mio figlio, così potevamo avere una residenza e prendere un pediatra per lui, iscriverlo al Nido e cominciare da lì una vita tutta nostra.”

Dopo qualche tentativo, grazie alla sua ricerca in rete Delphine approda al nostro Sportello Casa: “Da quando sono arrivata in questo ufficio ho subito avuto una buona sensazione. E per fortuna sono capitata nelle mani buone – ci dice- da quando vi ho conosciuto ho sempre potuto contare su qualcuno. Potevo parlare e condividere le mie preoccupazioni, ne avevo molto bisogno, perché dopo la nascita di Dervis non avevo un lavoro e avevo paura del futuro. La signora Laura [n.d.r.Laura Liberati, operatrice dello sportello casa del SUAM], mi ha subito accolto, e da quel momento mi sono sentita più motivata e più forte!”

L’operatrice, alla luce delle esigenze di Dephine è andata oltre la ricerca di una casa; ha lavorato infatti in una direzione che potesse creare le condizioni per una vita più serena, per cercare di togliere a questa giovane donna la “paura del futuro”, cercando di condurla verso un “porto sicuro”: un luogo dove abitare, ma anche un lavoro più qualificato e meglio remunerato del solito impego a tempo determinato di badante.

Nella nostra esperienza, vissuta nell’ottica di migliorare la qualità degli interventi, quello che si rivela lo strumento più efficace è sempre l’attivazione di una buona rete territoriale: l’operatrice ha perciò segnalato Delphine al progetto Nuovi percorsi Roma, progetto di Save The Children in partenariato con Fondazione Archè. Gina Riccio, operatrice di Fondazione Archè, le conferma poi quelle che erano state le sue buone sensazioni sulle possibilità di riuscita di Delphine, descrivendola “Attenta, premurosa e ben centrata sul futuro ed il bene del bambino”. Le racconta inoltre di come si è sempre affidata e ha collaborato con i servizi, rispondendo positivamente a tutte le proposte degli operatori.

Dopo il coinvolgimento di Nuovi percorsi Roma, viste le difficoltà che ancora persistevano nel risolvere il problema dell’abitare, è stata inclusa tra gli attori dell’intervento anche la Rete Madre/bambino, che si è rivelata fondamentale e che attraverso Nuova Arca ha trovato per Delphine e il suo piccolo una sistemazione presso una famiglia accogliente residente a Roma.

Da inizio febbraio 2023 Delphine, oltre ad avere ricevuto l’accoglienza di una famiglia amorevole, è in possesso di un domicilio, che attraverso la residenza fittizia, le consentirà finalmente di attivare tutti i servizi necessari a lei e al suo bambino, come ad esempio la sospirata iscrizione al Nido e finalmente la possibilità delle cure e dei controlli periodici di un pediatra di base.

L’inserimento di Dervis al nido consentirà a Delphine di terminare il suo corso professionale. Si, perché in questa salvifica dimensione “Sliding doors”, grazie all’incontro fortunato degli operatori dello Sportello Unico per l’Accoglienza Migranti di Roma Capitale, di Nuovi percorsi Roma e di Nuova Arca, Delphine sta studiando e potrà presto avere il suo titolo di OSS, che le consentirà di avere un impiego più qualificato, e come lei stessa dice “Un lavoro dove avrò tutti i miei diritti.”

Quando, prima di congedarci le chiedo che cosa desidera per il futuro del suo bambino, la risposta è stata immediata: “C’è un ricordo bellissimo che riguarda il mio parto al Policlinico Umberto I: i medici e tutto il personale sono stati tanto gentili con me. E quando ho sentito il primo pianto di Dervis ho subito pensato che da grande avrebbe indossato anche lui un camice bianco e che sarebbe stato gentile con le persone.”

Lo Sportello Casa è un’attività svolta nell’ambito dello Sportello Unico per l’Accoglienza Migranti di Roma Capitale finanziato dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo (FNPSA) e promosso da Roma Capitale, Dipartimento Politiche Sociale, Ufficio Immigrazione, nell’ambito della partecipazione al Sistema di Accoglienza e Integrazione – SAI.

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