Ma quanto sono davvero inclusive le politiche di integrazione, in particolare per le donne?
A questa domanda si pone l’obiettivo di rispondere il Migrant Integration Policy Index (MIPEX), uno strumento che analizza e confronta le politiche di integrazione in diversi Paesi, mostrando quanto queste favoriscano – o ostacolino – la piena partecipazione delle persone migranti alla società.
È proprio in questa prospettiva, si inserisce LiLI – Life and Language Skills + Intersectionality for Migrant Women Integration, un progetto finanziato dal programma Erasmus+ che sostiene i percorsi di integrazione delle donne migranti attraverso un approccio capace di coniugare apprendimento linguistico, competenze per la vita quotidiana e prospettiva intersezionale.
Comprendere quanto le politiche europee di integrazione siano effettivamente inclusive permette infatti di collocare le attività e gli obiettivi di LiLI all’interno del contesto più ampio in cui si sviluppano i percorsi di integrazione delle donne migranti.
Come sappiamo, l’integrazione è un processo complesso, influenzato da molteplici fattori, di cui lo status migratorio rappresenta solo uno degli aspetti. L’accesso all’istruzione, al lavoro, all’assistenza sanitaria, a un soggiorno stabile, alla vita familiare, alla cittadinanza e alla partecipazione sociale incide in modo significativo sulla qualità della vita delle persone migranti.
Quando le condizioni necessarie per accedere pienamente a questi diritti e opportunità vengono a mancare, possono crearsi ostacoli che limitano la possibilità di costruire un percorso di integrazione e di partecipare attivamente alla vita della comunità in cui si vive.
Il Migrant Integration Policy Index (MIPEX) offre un quadro completo di come i diversi Paesi affrontano e cercano di risolvere queste problematiche. L’edizione 2025 mette a confronto le politiche di integrazione dei 27 Stati membri dell’UE e del Canada, prendendo in esame otto ambiti: mobilità nel mercato del lavoro, istruzione, salute, ricongiungimento familiare, soggiorno permanente, accesso alla cittadinanza, antidiscriminazione e partecipazione politica.
Un quadro eterogeneo in Europa
I risultati del MIPEX 2025 mostrano che le politiche di integrazione nell’UE continuano a essere disomogenee. Il punteggio medio dei 27 Stati membri dell’UE è di 54 su 100, con differenze significative tra i diversi Paesi e gli ambiti di intervento. Sebbene le persone migranti beneficino di tutele relativamente solide in settori quali l’antidiscriminazione e il soggiorno permanente, permangono importanti criticità in relazione alla partecipazione politica, all’accesso alla cittadinanza e all’istruzione.
I dati più recenti evidenziano inoltre cambiamenti complessivamente limitati. Tra il 2019 e il 2023, le politiche di integrazione nell’UE sono migliorate di appena 0,8 punti sulla scala MIPEX. Alcuni progressi sono stati registrati nell’istruzione, nell’integrazione nel mercato del lavoro e nell’antidiscriminazione, mentre in altri ambiti si sono osservati pochi cambiamenti o un aumento delle restrizioni.
Queste differenze sono importanti e impongono delle riflessioni. Il Paese in cui una persona vive può incidere infatti significativamente sui diritti, sui servizi e sulle opportunità a sua disposizione, con conseguenze sulla partecipazione, sull’integrazione economica e sul senso di appartenenza.
Tuttavia, osservare le politiche di integrazione esclusivamente a livello nazionale permette di cogliere solo una parte del quadro complessivo.
Perché è importante una prospettiva intersezionale
Nell’ottica di una prospettiva interiezionale, si pone poi la questione delle donne migranti, le quali possono trovarsi ad affrontare contemporaneamente diversi tipi di ulteriori ostacoli.
Il genere e lo status migratorio possono intersecarsi con barriere linguistiche, un accesso limitato all’istruzione e al lavoro, le responsabilità familiari, le condizioni economiche e le reti sociali meno solide.
Questi fattori non agiscono in modo indipendente. Nel loro insieme, possono infatti influire sulla capacità delle donne di accedere ai servizi, sviluppare competenze, trovare un impiego e partecipare alla vita delle proprie comunità.
Per questo motivo, comprendere quali ostacoli si pongono sulla via del processo di integrazione, e in che modo questi ostacoli interagiscono tra loro, è essenziale per sviluppare approcci all’integrazione più inclusivi.
Dalle politiche al sostegno concreto
È in questo contesto che si inserisce LiLI – Life and Language Skills + Intersectionality for Migrant Women Integration, che tra le sue attività, ha sviluppato un catalogo multilingue di moduli formativi che integra l’apprendimento della lingua con l’acquisizione di competenze utili nella vita di tutti i giorni.
Grazie a modalità flessibili di microlearning, le risorse saranno facilmente accessibili e pensate per accompagnare le donne migranti nei loro percorsi di crescita personale, sociale e professionale.
Ma favorire percorsi di integrazione più inclusivi significa anche coinvolgere chi, ogni giorno, opera al fianco delle donne migranti. Per questo LiLI sta sviluppando anche un toolkit informativo e formativo dedicato all’intersezionalità, con linee guida, strumenti pratici e casi studio rivolti a educatori ed educatrici, professionisti e professioniste del sociale e decisori politici. L’obiettivo è offrire strumenti utili per riconoscere e comprendere meglio le diverse barriere che possono sovrapporsi e influenzare le esperienze individuali.
Tutte queste risorse confluiranno in una piattaforma di e-learning inclusiva, multilingue e ottimizzata per i dispositivi mobili, pensata per offrire percorsi di apprendimento flessibili sia alle donne migranti sia alle figure professionali che le accompagnano.
Rendere l’integrazione più inclusiva
I dati del Migrant Integration Policy Index (MIPEX) aiutano a comprendere come evolvono le politiche di integrazione e quali ambiti presentano ancora margini di miglioramento. Ed è proprio all’interno di questo scenario più ampio che LiLI concentra l’attenzione sulle esperienze e sui bisogni delle donne migranti, sviluppando strumenti concreti per contribuire a riconoscere e superare le barriere che possono intrecciarsi lungo i loro percorsi di integrazione.
Da queste due prospettive emerge un elemento centrale: un’integrazione realmente inclusiva non dipende soltanto dalle politiche, ma anche dalla possibilità concreta di accedere a opportunità, risorse e strumenti che permettano alle persone di sviluppare competenze, conoscenze e autonomia e di partecipare pienamente alla vita della società.
Mentre l’Europa continua a sviluppare il proprio approccio all’integrazione, è importante riconoscere che le persone migranti hanno esperienze, bisogni e percorsi diversi. Tenere conto di questa diversità nella definizione di politiche, servizi e pratiche può contribuire a rendere la partecipazione alla società e il senso di appartenenza più accessibili e inclusivi. Comprendere le barriere è il primo passo, ma costruire strumenti e opportunità per superarle è necessariamente quello successivo.
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