I love MACRO

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Mediatori al Museo d’arte contemporanea Macro: l’intercultura al servizio dell’arte

Una nuova figura è entrata a far parte del personale addetto alle sale di esposizione del museo: quella del ‘mediatore culturale d’arte’. Una importante opportunità per migliorare la comprensione e la fruibilità delle opere esposte, attraverso un servizio di guida multilingue. Da giugno 2013, presso la sua sede museale di Roma, il Macro e la Fondazione Roma Solidale sostengono il progetto I love Macro. Ne abbiamo parlato con Tina Cannavacciuolo e Anita Valentina Fiorino dell’Ufficio di coordinamento delle attività museali – marketing e fund raising del Macro.

Perché la scelta di un progetto che inserisse nel vostro organico non degli interpreti ma un team di mediatori Interculturali?

La scelta di introdurre il servizio di mediazione culturale destinato ai visitatori del Museo Macro di tutte le fasce d’età, è scaturita dall’idea di favorire la conoscenza dell’arte contemporanea a un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo, riconoscendo così il Museo un luogo d’incontro e di scambio interculturale.

Quali sono le lingue dei mediatori coinvolti?

Italiano, inglese, francese e, a rotazione, arabo, rumeno, russo e polacco.

Fino ad oggi, la figura del mediatore interculturale ha avuto prevalentemente un impiego nel settore sociale, ciò può significare un tipo di preparazione diversa da quella che questo progetto prevede. Avete incluso tra le azioni anche una formazione ad hoc per il team?

E’ nostra prerogativa formare le persone e i professionisti che si avvicinano al mondo dell’arte ed in particolar modo al mondo dell’arte contemporanea. Il sentimento di approccio all’arte contemporanea è spesso di smarrimento, il più delle volte si ha difficoltà ad interpretare ciò che si sta guardando. Per tale ragione formare il team e lo staff, attraverso la professionalità del nostro Ufficio Didattica diventa una priorità per colmare quel sentimento di smarrimento.

Che riscontro avete avuto ad oggi da parte dei visitatori?
Il riscontro è più che positivo, i visitatori hanno apprezzato il servizio anche grazie alla passione e alla professionalità dei mediatori selezionati che, da subito, hanno amato il progetto.

Qual è la durata del progetto e in quali giorni e orari i visitatori si potranno avvalere della guida dei mediatori?

Per la fase di rodaggio, in accordo con la Fondazione Roma Solidale Onlus, abbiamo previsto una durata di sei mesi, a partire dal 15 giugno fino al 22 dicembre 2013, il sabato e la domenica dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Verrà dato un seguito all’esperienza?

Sicuramente l’idea è quella di prolungare e promuovere maggiormente tale esperienza per una maggiore offerta ai visitatori che vivono il Macro, realtà dinamica che ha tanto da offrire al suo pubblico in termini di attività culturali, esperienziali e laboratoriali. Ci piacerebbe, infatti, per il futuro, effettuare il servizio di mediazione culturale anche negli spazi del Macro al Testaccio, anche questo, luogo dinamico e giovane con molte mostre in programma.

www.museomacro.org

 

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