Sono 17 i comuni del Consorzio Valle del Tevere situati a nord nella provincia di Roma. Su un totale di 112mila residenti, il 15 % è rappresentato da stranieri. In quasi 900 hanno avuto accesso a un segretariato o servizio sociale. E sono più di 2mila le donne straniere che hanno usufruito dei consultori del territorio. Questi alcuni dei dati contenuti nel Rapporto finale della ricerca-azione “Il territorio come driver di sviluppo in ottica transculturale”, finanziata dal Consorzio Valle del Tevere nell’ambito del Piano regionale IMPACT Lazio, e realizzata da Programma integra.

La ricerca-azione. Avviata nell’agosto 2020 e conclusa a giugno 2021, la ricerca-azione “Il territorio come driver di sviluppo in ottica transculturale” è stata realizzata da Programma integra su mandato del Consorzio Valle del Tevere nel territorio del distretto socio-sanitario 4.4 costituito da 17 comuni. L’indagine è parte del più ampio Piano regionale per l’integrazione di cittadini di paesi terzi coordinato dalla Regione Lazio e finanziato da Commissione europea e Ministero dell’Interno nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI).

I dati. La ricerca ha indagato 4 dimensioni: popolazione straniera residente, situazione lavorativa degli stranieri residenti, accesso ai servizi sociali e sanitari, presenza di alunni stranieri in 3 scuole del territorio partner del Piano regionale IMPACT Lazio. Dai dati emerge che al 1° gennaio 2019 sono 112.810 i residenti nei comuni del Consorzio Valle del Tevere di cui 17.727 sono stranieri con un’incidenza del 15,7% sulla popolazione residente. La comunità più rappresentata è quella romena seguita da albanesi e polacchi. Relativamente al lavoro, nel 2019, sono stati attivati 30.713 nuovi contratti di lavoro di cui 7.192 hanno riguardato cittadini stranieri. Tra gli stranieri, il 70% dei contratti attivati ha riguardato uomini. Dei 2.060 cittadini che si sono rivolti ai servizi e segretariati sociali comunali, 648 sono cittadini stranieri provenienti da un paese membro dell’Unione europea e 243 cittadini stranieri di paesi terzi. Le famiglie con minori in carico ai servizi sociali sono un totale di 842 di cui 261 con entrambi i genitori stranieri e 186 con un genitore italiano e uno straniero. Rispetto all’assistenza sanitaria, sono 85 i minori stranieri che hanno effettuato una visita presso i servizi distrettuali ASL TSMREE (Tutela Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva) su un totale di 1.000 minori presi in carico. Sono invece 2.145 le donne straniere provenienti da un paese membro che hanno avuto accesso ai consultori del territorio per effettuare visite ginecologiche, richiedere consulenze sulla contraccezione o prescrizioni di farmaci e terapie. In due delle tre scuole che hanno partecipato al Piano regionale IMPACT Lazio (Istituti comprensivi di Capena e Castelnuovo di Porto) nell’anno scolastico 2018/2019 risultano iscritti un totale di 298 alunni stranieri di cui 136 provenienti da un paese membro dell’Unione europea.

La ricerca qualitativa. Una seconda parte dell’indagine è stata realizzata con lo svolgimento di interviste e l’organizzazione di focus group che hanno coinvolto genitori stranieri di alunni iscritti alle scuole del territorio. I principali motivi che hanno spinto gli intervistati a migrare sono stati il miglioramento delle condizioni socio-economiche, la fuga da persecuzioni e violenze, e la necessità di cure mediche. Il lavoro costituisce per tutti l’ambito più rilevante della propria vita nel paese di accoglienza. Nella maggioranza dei casi sono gli uomini a lavorare e le mansioni che svolgono sono poco qualificate. La lingua costituisce l’ostacolo principale nell’accesso ai servizi sociali e sanitari. Rispetto alla scuola, tutti hanno espresso grande soddisfazione ma hanno segnalato la poca conoscenza dell’italiano come ostacolo all’aiuto dei propri figli nello svolgimento dei compiti. Infine, alla domanda sulle aree di miglioramento, tutti concordano nel suggerire una maggiore attenzione nei servizi sociali, sanitari e scolastici alle lingue in particolare l’inglese come veicolo per molti di comunicare soprattutto nella prima fase di accoglienza/arrivo in Italia e maggiore vigilanza sulle aziende al fine di agevolare l’emersione del lavoro nero e di situazioni di sfruttamento.

Leggi il Rapporto finale della ricerca-azione “Il territorio come driver di sviluppo in ottica transculturale” a cura di Programma integra, promosso dal Consorzio Valle del Tevere nel territorio del distretto socio-sanitario 4.4 nell’ambito del Piano regionale per l’integrazione di cittadini di paesi terzi IMPACT Lazio.

Per maggiori informazioni sulla ricerca-azione, consulta la scheda progetto.

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