La via del lavoro: sintesi della giornata di Programma integra dedicata all’inclusione dei rifugiati

strada1Il lavoro rappresenta senza dubbio il mezzo attraverso il quale è possibile intraprendere un percorso di autonomia. Questo è ancora più vero per i cittadini rifugiati che nel nostro paese chiedono protezione ma nel quale non hanno, spesso, alcun tipo di rete relazionale o sociale. Questo tema è stato al centro dell’evento “La via del lavoro: confronto sui percorsi di inclusione dei rifugiati” organizzato a Roma da Programma integra il 22 novembre scorso.

Più di 100 persone hanno partecipato a una giornata interamente dedicata all’inclusione socio-lavorativa dei rifugiati. L’incontro ha previsto una sessione plenaria in cui referenti di istituzioni, organizzazioni internazionali e banche si sono confrontati sul tema, seguita da tre workshop in cui i partecipanti hanno potuto dare il proprio contributo e raccontare le proprie esperienze.

I lavori sono stati aperti dai saluti di benvenuto di Valentina Fabbri, presidente di Programma integra e proseguiti con l’intervento di Stefania Congia, dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, secondo la quale ‘ci sono cose che non possiamo più mettere in discussione e sono la scuola per i ragazzi e il lavoro per gli adulti’. Un dato è ormai condiviso, l’integrazione funziona quando inizia subito e i suoi elementi costitutivi sono la conoscenza della lingua, la partecipazione sociale, il riconoscimento delle qualifiche e dei titoli professionali. In questa direzione si sta muovendo il Ministero del Lavoro che sta sperimentando misure per poi definire un modello replicabile. Congia ha parlato dei bandi lanciati dal Ministero del Lavoro e gestiti da Italia Lavoro che finanziano l’attivazione di tirocini all’interno delle aziende del territorio. Uno degli ultimi interventi è stato il progetto INSIDE che ha finanziato borse lavoro per rifugiati ospitati all’interno del circuito SPRAR e del quale si avranno a breve i risultati a livello nazionale.

De Bonis, UNHCR, ha sottolineato che ‘bisogna investire sull’integrazione. L’integrazione non è a costo zero ma è un investimento che ritorna in termini di benefici per tutti’. Anche De Bonis è d’accordo con quanto sostenuto da Congia, ‘bisogna avviare da subito il processo di integrazione’. E perchè questo processo sia rapido ed efficace, la lingua deve essere insegnata da personale qualificato e non da volontari. Relativamente alle misure specifiche a sostegno dell’inserimento lavorativo, UNHCR propone borse di studio per l’università ai rifugiati che intendono intraprendere tale percorso e misure a supporto dell’autoimprenditorialità. Nell’ottica di velocizzare il percorso di integrazione, De Bonis ha parlato dell’importanza dell’analisi delle competenze che aiuterebbe gli addetti ai lavori a capire in fretta professionalità delle persone che arrivano nel nostro paese e di avviare percorso di inclusi adatti.

Mattia Vitiello, ricercatore IRPPS – CNR, ha fornito dati interessanti sull’invecchiamento della popolazione italiana e su come la popolazione straniera diventerà essenziale per il mantenimento del sistema previdenziale italiano.

Due gli interventi del mondo delle banche. Orlandini, presidente di Extra Banca, ha ricordato come passa per il credito la possibilità di mettere in piede una attività. Extra Banca è una interamente dedicata agli stranieri con servizi a loro dedicati e dove si parlano 11 lingue. Per Nicoletta Dentico, Banca Etica, dobbiamo iniziare a guardare i rifugiati in senso orizzontale e non dall’alto verso il basso. Dentico ha raccontato dello studio in atto a Banca Etica di una sorta di carta di credito che permetta a chi sta negli SPRAR di uscire dall’idea del pocket money e da questo ‘processo di infantilizzazione’ facendoli diventare soggetti attivi e responsabili.

La giornata di lavoro è proseguita con 3 workshop che si sono svolti in parallelo e che sono stati seguiti ognuno da circa 30 persone.

Workshop 1 – Il fabbisogno delle aziende e il ruolo degli operatori del settore per facilitare l’inserimento lavorativo dei rifugiati

Workshop 2 – Esperienze e strumenti utili all’inserimento lavorativo dei rifugiati: dall’analisi alla validazione delle competenze

Workshop 3 – Nuove opportunità di inserimento lavorativo per i rifugiati: dalle esperienze di coworking all’impresa sociale

Al termine dei workshop i Rapporteur hanno restituito in plenaria una sintesi dei lavori svolti da ciascun gruppo e delle proposte emerse che sarà pubblicata a breve su questo sito.

Il seminario è parte delle attività di Programma integra svolte in convenzione con il Dipartimento Politiche sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale.

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