Lavorare in Italia: nel 2015 oltre 400mila cittadini stranieri in cerca di occupazione

Negli ultimi due anni gli occupati stranieri nel nostro Paese sono aumentati di 65mila unità. Nel 2015 le assunzioni di cittadini stranieri sono state quasi 2 milioni, mentre risultano essere 456.115 i cittadini stranieri in cerca di occupazione e più di 1 milione e 200mila gli inattivi. Questo quanto emerge dal VI rapporto annuale ‘I migranti nel mercato del lavoro in Italia’, curato dalla D.G. Immigrazione e Politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con la Direzione Generale dei Sistemi Informativi, dell’innovazione tecnologica e della comunicazione, l’INPS, l’lNAIL, Unioncamere, e con il coordinamento di Italia Lavoro. 

Il numero degli occupati stranieri ha fatto registrare tra il 2014 e il 2015 un incremento di 65mila unità (+34.298 UE e +30.647 extra UE). Lo scorso anno si rileva per i cittadini stranieri un volume di rapporti di lavoro attivati, ovvero di assunzioni, pari a 1.969.635 unità (circa il 20% del totale dei contratti stipulati), di questi 782.953 hanno interessato lavoratori comunitari e 1.186.682 lavoratori non UE.

Nel 2015 si registrano 456.115 cittadini stranieri in cerca di occupazione (138.709 UE e 317.407 Extra UE).

La quasi totalità dei lavoratori stranieri svolge un lavoro alle dipendenze e poco meno dell’80% è impiegato con la qualifica di operaio, e appena lo 0,9% degli occupati ha una qualifica di dirigente o quadro, a fronte del 7,6% degli italiani. Inoltre, il 10,2% degli occupati non UE svolge un’attività lavorativa per proprio conto, ciò conferma la tendenza dei cittadini stranieri al lavoro in proprio.

L’asimmetria tra livello di istruzione e impieghi svolti è un elemento caratterizzante l’occupazione straniera nel mercato del lavoro straniero, infatti, la quota dei lavoratori UE ed extra UE laureati impiegati con mansioni di basso livello è pari, rispettivamente al 6,1% e all’8,4% dei totali di riferimento, a fronte dell’1,3% degli italiani.

Inoltre, il 70,4% degli occupati UE e il 60,6% degli extra UE impiegati come dirigente, professioni intellettuali e tecniche è laureato, contro il 48,8% degli italiani.

Nel 2015 si rilevano 1.270.242 inattivi stranieri. Anche solo osservando gli andamenti del numero di inattivi in età da lavoro negli ultimi anni, si nota come il tasso di crescita che ha interessato gli stranieri sia costantemente positivo.

Emerge, inoltre, dal rapporto che circa 280mila stranieri in cerca di lavoro (il 61,1% del totale) lo scorso anno hanno avuto almeno un contatto con i servizi pubblici per l’impiego, di cui poco meno di 88mila di provenienza UE e circa 191mila di nazionalità non UE.

Tra coloro che entrano in contatto con i servizi, una quota rilevante ha una interazione abbastanza sistematica con i centri. Infatti, più di 5,5 lavoratori stranieri in cerca di lavoro su 10 si sono recati presso una struttura pubblica negli ultimi 4 mesi, un valore, questo, significativamente più alto rispetto a quanto sia osservabile nel caso dei disoccupati italiani.

Sintesi_VI rapporto annuale ‘I migranti nel mercato del lavoro in Italia’

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Lavorare in Italia: sono oltre 1milione i cittadini stranieri inattivi

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