Lavoratori stranieri irregolari: permesso di soggiorno nei casi di grave sfruttamento

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo schema del decreto legislativo per il recepimento della direttiva UE 2009/52. Il provvedimento passerà ora al vaglio delle Commissioni parlamentari.

Il Consiglio dei Ministri nella seduta n. 24 del 16 aprile 2012 ha approvato il provvedimento di attuazione della direttiva 2009/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009 che introduce norme minime relative a sanzioni e provvedimenti per i datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

L’Italia ha tre mesi di tempo per adottare il provvedimento, in base alla Legge comunitaria 2010 (legge del 15 dicembre 2011 n.217) in vigore già dal 17 gennaio 2012.

Lo schema del decreto prevede un nuovo regime sanzionatorio per il datore di lavoro che sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o alla sfruttamento della prostituzione, o di minori da impiegare in attività illecita, di intermediazione illecita, di sfruttamento del lavoro o di assunzione di lavoratori privi di permesso di soggiorno ovvero con permesso scaduto, lo stesso non potrà poi ottenere il nulla osta per successive attività imprenditoriali.

Inoltre, al fine di favorire l’emersione degli illeciti, il decreto prevede nei soli casi di particolare sfruttamento lavorativo, che lo straniero che presenta denuncia o cooperi nel procedimento penale, possa ottenere, a talune condizioni, il rilascio di un permesso di soggiorno di durata temporanea (correlata alla durata del procedimento penale).

Così come è previsto, un efficace sistema di sanzioni pecuniarie che vanno a colpire anche le persone giuridiche che sono ricorse all’impiego di cittadini stranieri il cui soggiorno è irregolare.

Da ultimo, il provvedimento inserisce anche una programmazione annuale dell’attività di vigilanza sui luoghi di lavoro e la comunicazione annuale da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alla Commissione europea, del numero totale di ispezioni effettuate l’anno precedente e dei risultati delle stesse.

Direttiva 2009/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009

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