Lettera aperta a Rosarno

Pubblichiamo la lettera aperta dei lavoratori immigrati ai cittadini rosarnesi. La lettera, come scrive Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati nel suo Blog, rappresenta il tentativo dei migranti impegnati nelle raccolte stagionali nelle campagne di Rosarno, “di presentarsi, di spiegare la loro difficile condizione e di rassicurare tutti sulle loro intenzioni. Cercano un contatto, uno scambio, quello che serve per vivere in una società senza barricate”.

Lettera aperta…

Cari fratelli e sorelle rosarnesi, siamo lavoratori africani di tante nazionalità. Abbiamo voluto scrivere questa lettera per ringraziarvi della vostra ospitalità.
Poiché negli ultimi giorni si è parlato di noi, abbiamo deciso di parlare in prima persona.
Malgrado la triste situazione che si è verificata due anni fa, che ha fatto male a tutti, ci troviamo di nuovo insieme, nella vostra città e sulla vostra terra. Quella situazione triste ce la portiamo nel nostro cuore, così come voi nel vostro.
Noi siamo persone come voi. Vogliamo lavorare per vivere, come voi. Siamo in difficoltà quando non c’è lavoro, come voi. Emigriamo per trovare lavoro come tanti di voi in passato e ancora oggi. Abbiamo famiglie, madri, fratelli, figli, come voi. Siamo qui per cercare una vita migliore, non per creare problemi. Per questo vi diciamo che non dovete avere paura di noi.
L’emigrazione è una risorsa, economica, culturale… un’occasione di cui approfittare, noi e voi.
Chi in questi giorni ha parlato di noi diffondendo la paura è responsabile per le sue parole. Noi non ci riconosciamo in quello che si è detto su di noi. Se qualcuno tra noi sbaglia, fa soffrire noi più di voi. Ma non vuol dire che tutti sbagliamo. Come quando un italiano sbaglia, non tutti gli italiani hanno colpa.
Approfittando di questa occasione, noi immigrati, in particolare noi africani, vogliamo farvi sapere che siamo qui per lavorare e partecipare allo sviluppo di questa città e della regione e nel futuro partecipare alle sorti della nazione italiana. Noi siamo fieri del nostro impegno e del nostro sudore. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Allora noi dobbiamo parlarci, capirci e insieme riuscire ad andare avanti.
Purtroppo le nostre condizioni di vita non ci permettono di farlo. Dopo una giornata di lavoro nei campi, abbiamo solo il tempo per fare un po’ di spesa e telefonare a casa e poi camminare a lungo fino ai luoghi in cui dormiamo. Noi stiamo nelle case abbandonate, senza luce né acqua. E’ una vita molto dura, ogni giorno. Molti di noi non riescono a trovare una casa in affitto. Facciamo appello alla vostra sensibilità e intelligenza: siamo persone come voi, noi dobbiamo rispettare tutti e tutti devono rispettare noi.
Tutti insieme dobbiamo trovare una soluzione perché ci possiamo integrare con tutti i cittadini – di Rosarno, di Roma, del mondo

Lavoratori africani, cittadini del mondo, in Italia

A due anni dagli scontri tra migranti e comunità locale consumati nella cittadina calabrese, ricorda Boldrini, i braccianti stranieri sono ancora lì impegnati nelle raccolte degli agrumi con lo stesso salario di 25,00 euro per 12 ore al giorno di lavoro.

 

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