Mediazione in carcere: un anno insieme ai detenuti della Casa Circondariale di Velletri

 

Sono 181 i detenuti che da novembre 2020 ad oggi sono stati presi in carico dal servizio di mediazione linguistico-culturale gestito da Programma integra presso la Casa Circondariale di Velletri. Un importante traguardo per un progetto che ha l’obiettivo di contribuire al miglioramento delle condizioni di permanenza in carcere dei detenuti di origine straniera.

Da oltre un anno, il progetto di mediazione linguistica culturale fortemente voluto all’interno della sua Casa Circondariale dal Comune di Velletri e gestito da Programma integra, attraverso il lavoro quotidiano di tre mediatrici esperte ha saputo entrare nelle abitudini dei detenuti e del personale carcerario, che hanno potuto trovare nel servizio un valido aiuto per risolvere al meglio le molte difficoltà nel rapporto di comprensione e di relazione con i prigionieri di origine straniera.

Il servizio si realizza attraverso uno sportello a cui possono accedere tutti i detenuti che manifestano il bisogno di un aiuto, che può spaziare dal supporto morale, alla traduzione, o ad una qualsiasi forma di mediazione tra loro e il personale carcerario o nella relazione con i legali che seguono le loro cause.

Dal 1/11/2020 al 30/12/2021, durante gli 887 interventi realizzati tra primi e successivi accessi, sono state erogate un totale di 1.575 ore di mediazione a favore di ospiti dell’Istituto penitenziario, provenienti da 26 diversi Paesi. 

Le azioni di aiuto sono state di diversa natura, a secondo delle specifiche caratteristiche psicologiche e culturali di ciascun detenuto, dei bisogni o anche delle dinamiche conflittuali pregresse all’interno del carcere. Le mediatrici svolgono spesso anche un’azione di raccordo tra le Ambasciate i detenuti e il carcere.

Facendo una statistica delle richieste che arrivano allo sportello, possiamo individuare tre macro aree di intervento: sostegno, distensione e informazione.

L’attività delle mediatrici, nell’ottica di un intervento generale benefico, ma mai ingerente,  si svolge in completa sinergia con il lavoro quotidiano di operatori di polizia penitenziaria,  educatori e addetti al servizio di ragioneria e contabilità. Il loro compito è anche quello di ascoltare e supportare quei cittadini che parlano lingue diverse da quelle coperte dal progetto, offrendo ascolto e aiuto ad ogni detenuto che ne manifesti il bisogno.

Il progetto proseguirà il suo servizio fino a novembre 2022.

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