Da novembre 2020 a febbraio 2021 sono 405 le ore di mediazione svolte dal servizio gestito da Programma integra all’interno della Casa Circondariale di Velletri. 105 i colloqui di sostegno di varia natura rivolti ai detenuti.

Il servizio, commissionato a Programma integra dal Comune di Velletri, attraverso l’istituzione di uno sportello di mediazione linguistico-culturale, è volto a perseguire il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti stranieri mediante azioni volte a facilitare la loro permanenza all’interno dell’istituto penitenziario.

Lo sportello ha sede all’interno della Casa Circondariale stessa e, grazie alla presenza di 3 mediatori esperti, per 6 giorni a settimana da novembre 2020 i detenuti di origine straniera e gli operatori penitenziari hanno potuto avvalersi di un aiuto, a volte indispensabile, per il miglioramento della comprensione reciproca e per una pronta risposta alle delicate esigenze dei reclusi.

I mediatori selezionati svolgono le attività di progetto nelle lingue: inglese, francese, arabo, albanese, igbo e pidgin english.

Con l’istituzione dello sportello, il team di lavoro intende perseguire nello specifico obiettivi quali:

  • garantire un adeguato supporto linguistico e informativo nei confronti del detenuto straniero, finalizzato alla conoscenza dei propri diritti in ambito giuridico, sanitario e sociale, culturale, religioso;
  • facilitare le relazioni del detenuto con gli operatori penitenziari, socio-sanitari e con gli altri detenuti, nelle fasi di accoglienza, permanenza e dimissioni, supportandolo nelle difficoltà di tipo linguistico e culturale riscontrate;
  • coadiuvare gli operatori penitenziari nella semplificazione delle procedure amministrative, in particolar modo nella cura dei rapporti del detenuto con le ambasciate o i consolati di provenienza;
  • sostenere gli operatori penitenziari nell’agevolare i rapporti con la famiglia d’origine del detenuto.

Molte le richieste che emergono dai colloqui che fino ad oggi i mediatori hanno potuto realizzare con i detenuti; richieste a volte semplici, a volte molto complicate da gestire, ma con il denominatore comune del bisogno di assistenza e vicinanza da parte di un professionista che possa comprendere in maniera profonda ed empatica le istanze dei reclusi.

Tra i molti bisogni, i più comuni tra i detenuti sono: la richiesta della presenza del mediatore in una visita medica esterna o durante i colloqui con il proprio avvocato, la ricerca dei contatti con l’ambasciata del Paese di provenienza e quella di familiari dei quali hanno perso ogni traccia, le domande su verifiche per il riconoscimento di sconti di pena, le richieste di accertamenti medici,  di materiale didattico e libri per lo studio, o di iscrizioni scolastiche.

Oltre alle normali richieste di informazioni sulle modalità per la regolarizzazione e per il rinnovo del permesso di soggiorno, sulle norme che regolano l’espulsione e l’estradizione, sulle modalità di accesso a misure alternative presso una comunità di accoglienza, sul rinnovo di documenti presso l’Autorità consolare del Paese d’origine, i mediatori hanno racconto istanze di nulla osta per matrimoni e riconoscimento di figli nati dopo l’ingresso in carcere.

Alla luce di questi mesi passati all’interno della Casa Circondariale di Velletri, possiamo dire che l’esperienza del team di lavoro, composta dai mediatori e dagli operatori dell’Istituto penitenziario, sta certamente instaurando delle buone pratiche, che speriamo possano entrare a regime e diventare parte integrante dei metodi di gestione dei bisogni dei cittadini stranieri detenuti.

 

 

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