Ministeri dell’Interno e del Lavoro: chiarimenti sulla procedura di emersione 2012

Il Ministero dell’Interno e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 10 luglio 2013 hanno adottato una circolare congiunta contenente chiarimenti circa le procedure di regolarizzazione 2012 al fine di semplificare la trattazione delle domande presentate.

I principali punti del provvedimento riguardano:

  • regolarizzazione contributiva da parte dei datori di lavoro: l’Inps provvederà a fornire ai Ministeri dell’Interno e del Lavoro l’elenco dei datori di lavoro che hanno effettuato il pagamento della quota forfettaria, distinti tra datori di lavoro non domestico (che hanno pagato la quota con codice Resu) e datori di lavoro domestico (che hanno pagato la quota con codice Redo).

Gli Sportelli unici per l’immigrazione procederanno alla convocazione prioritaria sulla base degli elenchi forniti dall’Inps:

  1. datori di lavoro non domestico che hanno denunciato i lavoratori con il sistema UniEmens e che hanno attivato la matricola provvisoria (c.a. 5W);
  2. datori di lavoro non domestico che hanno denunciato i lavoratori con il codice CIDA 69;
  3. datori di lavoro domestico che risultano aver versato regolarmente fino al IV trimestre 2012.
  • requisiti del datore di lavoro: la circolare stabilisce che ‘le giustificazioni presentate dal datore di lavoro nel caso di mancato ritiro del nulla osta al lavoro, nelle procedure di decreto flussi degli anni precedenti e nel caso di mancata assunzione del lavoratore dopo la firma del contratto per dichiarata irreperibilità dello stesso, dovranno essere valutate caso per caso’. Le giustificazioni dovranno essere considerate in base ai principi di ragionevolezza e buona fede. Le direzioni territoriali rivaluteranno le dichiarazioni e potranno anche modificare il parere emesso precedentemente.
  • eventi imputabili al datore di lavoro: il decreto legge n. 76 del 28 giugno 2013 stabilisce che nel caso in cui la domanda di emersione venga rigettata dallo sportello unico per cause imputabili ‘esclusivamente al datore di lavoro’, al lavoratore venga rilasciato un permesso di soggiorno per attesa occupazione. Nel caso in cui il provvedimento di rigetto sia stato già notificato al lavoratore lo sportello unico competente dovrà procedere alla verifica dei pagamenti delle somme previste e del requisito della presenza sul territorio nazionale al 31 dicembre 2011, in seguito potrà convocare il lavoratore per il rilascio del mod.209, con il quale il cittadino straniero potrà richiedere un permesso di soggiorno per attesa occupazione.
  • cessazione del rapporto di lavoro e assunzione da parte di un nuovo datore di lavoro: l’art.9 del decreto legge n.76/2013 prevede che nei casi in cui il rapporto di lavoro finisca prima che sia completata la procedura di regolarizzazione, venga rilasciato al lavoratore un permesso di soggiorno per attesa occupazione o, se c’è la richiesta di assunzione da parte di un nuovo datore, direttamente un permesso di soggiorno per lavoro.

Anche in questo caso è necessario verificare la presenza del lavoratore in Italia almeno al 31 dicembre 2011.

La circolare specifica, inoltre, che il datore di lavoro che ha presentato la dichiarazione di emersione resta comunque responsabile per il pagamento delle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale sino alla data di comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro.

  • requisito reddituale, certificazione medica e idoneità alloggiativa: lo sportello unico dovrà provvedere alla verifica della documentazione attestante il bisogno di assistenza nel caso di assunzione di uno o più badanti. La certificazione medica attestante la necessità di assistenza dovrà essere considerata valida sia in presenza di un provvedimento di riconoscimento dell’invalidità civile, sia nel caso di attestazione circa la necessità di assistenza rilasciata da parte del medico di famiglia. La circolare chiarisce, infine, che ‘la mancanza di idoneità alloggiativa non potrà essere considerata ostativa alla procedura di regolarizzazione di un lavoratore straniero. Nell’ambito della procedura di emersione, quindi, l’idoneità alloggiativa va richiesta ma non può essere considerata quale motivazione per un rigetto’. 

Circolare 10 luglio 2013_Min.Lav_Min.Int_chiarimenti emersione 2012

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