Msf: appello “L’Italia migliori le condizioni di rifugiati e migranti”

“L’Italia continua a fornire una risposta limitata e inadeguata” ai flussi di migranti e rifugiati in arrivo sulle coste meridionali. Lo afferma l’organizzazione umanitaria Medici senza frontiere, da anni impegnata nell’assistenza medica dei migranti, che chiede di migliorare la condizioni dei nuovi arrivati, in particolare dei più vulnerabili come donne, bambini e vittime di violenza.

Proseguono gli arrivi di migranti e rifugiati sulle coste siciliane. Lo scorso fine settimana, informa in una nota Msf, sono approdate 2.665 persone mentre 715 sono state salvate da una barca in avaria. I nuovi arrivi si sono aggiunti agli oltre 27mila migranti che dall’inizio dell’anno hanno raggiunto l’Italia. Molti sono stati spinti dalla crisi che sta investendo l’Africa settentrionale. Nei primi mesi del 2011 le persone arrivate erano soprattutto tunisine, ma attualmente molti sono in fuga dalla Libia e di nazionalità somala, eritrea, sudanese e nigeriana.

Nel documento pubblicato nei giorni scorsi “In cerca di salvezza. La sofferenza nascosta. Le testimonianze dei migranti sbarcati in Italia”, Msf denuncia la scarsa risposta delle autorità italiane all’emergenza umanitaria. “Lo scorso fine settimana – dichiara Rolando Magnano, capomissione Msf per i progetti sull’immigrazione in Italia – non avevano nemmeno coperte né acqua a sufficienza per le persone arrivate in ipotermia o sotto schock. Centinaia di di persone sono state costrette a dormire all’aperto, mentre altre nei centri sovraffollati, dove utilizzavano materassi sporchi, non c’erano abbastanza asciugamani, coperte o sapone”.

Nei giorni scorsi, si legge ancora nella nota di Msf, 1200 migranti erano stipati nel CSPA (Centro di Soccorso e Prima Accoglienza) di Lampedusa, che può accoglierne solo 800. Di solito, dopo aver trascorso qualche giorno a Lampedusa, i migranti e i rifugiati sono poi trasferiti nelle nuove strutture di accoglienza italiane, come a Cinisi, Manduria, Caltanissetta e Mineo. Secondo quanto prevedono gli standard europei, l’Italia ha il dovere di fornire ai richiedenti asilo che hanno subito violenza un trattamento prioritario e adatto ai loro bisogni, inclusa l’assistenza medica e il supporto in salute mentale. Tuttavia ciò non accade. Inoltre, la separazione fra donne e uomini è insufficiente e i migranti ricevono scarse informazioni sui loro diritti e sulle procedure legali. A ciò si aggiunge il fatto che i bambini e i minori non accompagnati sono trattenuti in centri chiusi simili a “carceri”, il che non giova affatto alle condizioni di un minore.

Alle autorità italiane Medici senza frontiere chiede di migliorare le condizioni di accoglienza dei nuovi arrivati in particolare le donne, i bambini, i minori non accompagnati e le persone che sono state vittime di violenza.

In cerca di salvezza. La sofferenza nascosta. Le testimonianze dei migranti sbarcati in Italia

 

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