Non più grandi centri per migranti: nasce la carta della buona accoglienza

Uscire da logiche di emergenza, mettendo a sistema un’organizzazione strutturata dell’accoglienza ispirata al modello Sprar – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Questo è l’obiettivo della Carta della buona accoglienza delle persone migranti, siglata lo scorso 18 maggio dal Ministero dell’Interno, l’Anci – Associazione Nazionale Comuni di Italia e l’Alleanza delle Cooperative sociali italiane.

Alla base della Carta, un patto di diritti doveri tra migranti e il nostro Paese e la volontà di instaurare un circuito virtuoso tra diritti da tutelare e utilità sociali da condividere.

L’obiettivo primario su cui si impegnano i firmatari della Carta è quello di convergere verso il modello dello Sprar, passando gradualmente dall’accoglienza in centri collettivi a percorsi di accoglienza in abitazione, con standard di qualità che garantiscano servizi adeguati, dalle caratteristiche delle stesse abitazioni alla presenza di personale socio-educativo qualificato in ogni fase dell’accoglienza.

Inoltre la Carta intende:

  • offrire misure di assistenza mirate e di protezione al singolo beneficiario;
  • favorire il percorso di integrazione attraverso l’acquisizione di una concreta autonomia che si caratterizza per l’articolazione in strutture di piccola dimensione, diffuse sul territorio;
  • garantire la titolarità pubblica degli interventi grazie, al coordinamento con prefetture e comuni;
  • tutelare e rendere esenti da tensioni i territori che accolgono le strutture.

Il documento prevede anche l’impegno a garantire una formazione professionale o borse lavoro per almeno il 20% dei migranti accolti, ed inoltre, è prevista l’elaborazione, più accurata possibile, di una ‘certificazione’ delle competenze di ciascun migrante, sia acquisite prima del suo arrivo in Italia che relative al percorso di accoglienza.

Carta della buona accoglienza delle persone migranti

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