Opinione pubblica: cittadini europei e statunitensi bocciano i Governi sull’immigrazione

La maggioranza dei cittadini in Usa e in Unione europea giudica negativamente l’operato del proprio Governo in materia d’immigrazione. È uno dei risultati della recente indagine “Transatlantic Trends: Immigrazione” realizzata da German Marshall Fund of the United States (GMF), Lynde and Harry Bradley Foundation (USA), Compagnia di San Paolo e Barrow Cadbury Trust (UK), con la collaborazione della Fundación BBVA (Spagna), con l’obiettivo di esaminare le opinioni del pubblico nei confronti dell’immigrazione negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, Germania, Italia, Olanda e Spagna.

Le politiche governative sono state criticate dal 73% degli intervistati statunitensi, dal 70% degli italiani e degli inglesi, dal 61% degli spagnoli, del 58% dei francesi e dal 54% degli olandesi. L’indagine ha inoltre rilevato che il peggioramento della situazione economica degli intervistati si traduce in un timore crescente nei confronti della concorrenza degli immigrati dal punto di vista occupazionale. Tra chi dichiara che, nel 2010, la situazione finanziaria personale si è deteriorata emerge una tendenza più marcata ad affermare che gli immigrati portano via lavoro ai lavoratori locali. Negli Stati Uniti tale opinione è espressa dal 63% degli intervistati che dichiarano che nel 2010 la loro situazione economica “è peggiorata”, contro il 49% degli intervistati le cui condizioni sono “migliorate”o sono “rimaste invariate”. Tra gli europei che si dichiarano disoccupati si rileva la stessa propensione ad affermare che gli immigrati portano via posti di lavoro (43%, contro una media europea generale del 35%).

Tra i principali risultati dell’indagine troviamo inoltre un dato stabile rispetto al 2009, ovvero la percentuale di chi vede l’immigrazione come un problema e chi la giudica un’opportunità. Soltanto nel Regno Unito (65%), in Spagna (53%) e negli Stati Uniti (52%) prevale l’idea che l’immigrazione rappresenti un problema, affermazione che riscuote minori consensi in Canada (27%). Rispetto al numero degli immigrati, sia in Nord America che in Europa persiste uno scarto tra i dati reali e la presenza stimata dal pubblico. Nel 2010, infatti, negli Stati Uniti gli intervistati ritengono che il 39% della popolazione sia nata all’estero, rispetto al 35% del 2009. Sugli immigrati di origine musulmana e sul loro livello di integrazione la maggioranza degli europei esprime giudizi negativi. Di contro in Canada (65%) e negli Stati Uniti (59%) prevale l’idea che i musulmani siano integrati nella società in maniera soddisfacente. Diversa l’idea sulle seconde generazioni: in tutti i paesi almeno il 50% degli intervistati – l’87% in Canada – ritiene che siano ben integrate.

Il rapporto fornisce anche una fotografia dell’opinione pubblica italiana. Nel 2010 la netta maggioranza (56%) ritiene che gli immigrati regolari contribuiscano all’aumento della criminalità in una percentuale analoga a quella relativa agli italiani convinti che gli immigrati clandestini contribuiscano a incrementarla (57%). Se si considerano componenti specifiche della popolazione immigrata, tuttavia, in alcuni casi gli italiani si mostrano meno preoccupati rispetto ad altri paesi. In particolare, l’opinione secondo la quale gli immigrati musulmani rappresentano una minaccia è meno diffusa in Italia che altrove: il 37% degli intervistati afferma infatti che gli immigrati musulmani sono “bene o molto bene integrati” nella società nazionale, rispetto al 25% dei tedeschi e al 21% degli spagnoli. Inoltre, a livello politico è maturata ormai da tempo la consapevolezza dell’esistenza di una significativa richiesta di mano d’opera immigrata. Negli ultimi anni il governo ha quindi rilasciato centinaia di migliaia di visti per motivi di lavoro e l’opinione pubblica pare convinta che gli immigrati rappresentino una forza lavoro complementare per il Paese. L’indagine ha inoltre evidenziato che gli italiani sono i meno preoccupati della concorrenza degli immigrati nel mercato del lavoro: più di due terzi (69%) non ritengono che gli immigrati portino via posti di lavoro agli italiani e tre quarti della popolazione (76%) afferma che gli immigrati vengono impiegati per mansioni che non potrebbero essere svolte altrimenti.

Transatlantic Trends: Immigrazione

 

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