Presentazione Osservatorio Romano Migrazioni: lavoro e imprenditoria dei migranti al centro del dibattito

Chi sono i lavoratori stranieri in Italia? Quali le opportunità per loro? Come agevolare i migranti nella realizzazione di processi virtuosi di avvio di impresa? Queste le domande alle quali si è cercato di rispondere durante l’evento di presentazione dell’11° rapporto ‘Osservatorio Romano sulle Migrazioni’, organizzato da Programma integra e Centro Studi e Ricerche IDOS e svoltosi il 18 maggio, presso il Centro Cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione di Roma Capitale. 

I lavori sono stati aperti da Valentina Fabbri, presidente di Programma integra, e Benedetto Coccia, Responsabile Area studi sociali, Istituto di Studi Politici S. Pio V, il quale ha sottolineato come il fenomeno migratorio sia sempre descritto in termini di emergenza e mai come un fenomeno ormai radicato nella società italiana. La collaborazione tra l’Istituto di Studi Politici S. Pio V e il Centro Studi e Ricerche IDOS che insieme hanno redatto l’11° rapporto ‘Osservatorio Romano sulle Migrazioni’, nasce dalla condivisione dell’approccio nel raccontare le migrazioni ovvero attraverso una rilevazione scrupolosa in grado di dar voce ai cittadini stranieri che giungono a Roma.

Alcuni dati quantitativi emersi dal rapporto sono stati forniti da Ginevra Demaio, ricercatrice del Centro Studi e Ricerche IDOS, la quale ha sottolineato che circa il 13% della popolazione immigrata nel nostro Paese si concentri nella Regione Lazio. Roma si conferma la principale città italiana per numero di residenti stranieri, giunti a oltre 360mila. Mentre i Municipi capitolini I, V e VI rappresentano i principali poli di residenza dei cittadini stranieri nella città.

Stimolare e assistere i cittadini stranieri a fare impresa in Italia. E’ questo l’obiettivo del CNA world, il cui presidente Indra Pereira ha evidenziato la crescita positiva delle imprese a conduzione straniera dal 2009 al 2015, passando da 187mila a 421mila unità. Assistere le imprese nello start up, nell’accesso ai finanziamenti, nell’avvio di impresa e soprattutto nella formazione dei futuri imprenditori sono le principali attività svolte dal CNA world.

Possedere un conto corrente per un cittadino straniero non è una rarità, anzi ormai è la normalità, infatti, nel 2013 circa il 74,3% della popolazione migrante in Italia ne possiede uno. Questo dato è emerso grazie all’intervento di Daniele Frigeri, direttore CeSPI – Centro Studi Politica Internazionale, il quale ha ribadito quanto sia necessario avviare un processo di inclusione finanziaria per ottenere una completa integrazione dei cittadini stranieri nel nostro paese. Frigeri ha inoltre ricordato che il trend degli ultimi anni relativo alla concessione dei mutui a cittadini stranieri è in costante aumento e che sempre più migranti diventano esportatori del made in Italy nei loro paesi di origine.

A Roma tra il 2008 e il 2015 i lavoratori stranieri sono aumentati di circa 126mila unità (7,7%). Servizi sociali alle famiglie (47%), commercio (11%) e alberghi/ristoranti (13,2%) risultano essere i principali ambiti occupazionali. Questi dati sono stati forniti da Clementina Villani, Ufficio di Statistica di Roma Capitale, Responsabile Ufficio Mercato del lavoro, la quale ha fornito una chiara fotografia della situazione occupazionale dei cittadini stranieri presenti nel territorio romano. Ciò che è emerso in particolare è che il lavoro operaio e non qualificato sono gli impieghi principali dei lavoratori stranieri, mentre i ruoli dirigenziali e le alte specializzazioni riguardano solo il 4,9% degli stranieri, contro il 28,8% degli italiani.

Una banca a 360°, piccola ma snella, dove i clienti migranti sono accolti a braccia aperte. Questa è Extrabanca secondo Lorenzo Portesani, fondatore nel 2011 della filiale di Brescia. Portesani ha spiegato, inoltre, come negli ultimi anni grazie all’accesso di Extrabanca al fondo di Garanzia sulle piccole e medie imprese sia stato possibile garantire a più cittadini stranieri l’erogazione di un prestito.

Sulle politiche si è soffermata Valeria Chiani, dottoressa in giurisprudenza, che ha sottolineato come i dati disponibili sui migranti possono aiutare a migliorare gli interventi sociali, con l’auspicio di garantire l’equità.

Mentre Tania Masuri ha raccontato l’esperienza di orientamento al lavoro rivolta soprattutto a rifugiati e migranti vulnerabili svolta da Programma integra e che vede come punti di forza di questa attività, la formazione nell’ambito della lingua italiana, l’ascolto attivo e personalizzato del rifugiato, la forte partnership con le aziende del territorio per facilitare l’inserimento lavorativo.

Durante l’incontro la testimonianza di Margarita Perea Sanchez, titolare della Sartoria ‘Clinica dei vestiti’, ha regalato alla platea un esempio di imprenditoria a lieto fine, fatta di persone pronte ad investire su delle buone idee, di paura di non farcela e di caparbietà.

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