Protezione internazionale: verso la realizzazione del sistema unico europeo di asilo

Il 30 settembre 2015 è entrato in vigore il decreto legislativo n.142, del 18 agosto 2015, che ha l’obiettivo di definire norme comuni all’interno dell’Unione Europea al fine di realizzare una procedura comune di asilo a livello europeo.

Il decreto legislativo è costituito da 3 capi: il primo reca le norme di attuazione della direttiva 2013/33 sull’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, abrogando il d.lgs 140/2005. Il secondo capo reca le norme di attuazione della direttiva 2013/32 sulle procedure per il riconoscimento e la revoca dello status di protezione internazionale, modificando il d.lgs 25/2008. Il Terzo capo contiene le disposizioni finali.

Protezione internazionale: viene estesa da tre a sei mesi la validità del permesso di soggiorno per richiesta asilo e la ricevuta attestante la richiesta di protezione è valida come permesso di soggiorno temporaneo. Viene prevista inoltre l’ipotesi ‘rischio di fuga’, tra le cause che giustificano il trattenimento. Il decreto specifica anche che al momento dell’ingresso in un centro di identificazione ed espulsione devono essere fornite tutte le informazioni necessarie ai cittadini stranieri che intendono presentare domanda di protezione internazionale, e a tutti  i richiedenti trattenuti nei medesimi centri dovrà essere consegnato un opuscolo redatto a cura della Commissione nazionale per il diritto d’asilo.

Accoglienza: le disposizioni contenute nel decreto esplicitano il nuovo concetto di sistema di accoglienza, che si distingue in una fase di prima accoglienza (assicurata nei centri di primo soccorso) e una fase di seconda accoglienza nell’ambito del Sistema di Protezione Nazionale per richiedenti asilo e rifugiati. L’art. 9 del decreto prevede che il richiedente permanga nei centri di prima accoglienza ‘per il tempo necessario all’espletamento delle operazioni di identificazione, ove non completate precedentemente, alla verbalizzazione della domanda e all’avvio della procedura di esame della medesima domanda’. Viene, inoltre, prevista la possibilità di allestire strutture temporanee, individuate dalle Prefetture, sentiti gli enti locali, per far fronte ad arrivi consistenti.

Si specifica, inoltre, che l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale è assicurata fino alla decisione della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. In caso di ricorso giurisdizionale, l’accoglienza è garantita fino all’esito dell’istanza di sospensiva e/o alla definizione del procedimento di primo grado.

Minori stranieri non accompagnati: il decreto prevede che la prima accoglienza dei minori stranieri non accompagnati sia gestita dal Ministero dell’Interno, anche in convenzione con gli enti locali, e che vengano realizzati centri specializzati per le esigenze di soccorso e protezione immediata dei minori stranieri non accompagnati. Per ciò che riguarda la seconda accoglienza invece è previsto l’accesso alla rete SPRAR per i minori richiedenti asilo.

Infine, le nuove disposizioni stabiliscono ‘alcune modifiche alle procedure comuni per il riconoscimento e la revoca dello status della protezione internazionale’:

  • la Commissione nazionale sul diritto di asilo può individuare periodicamente ‘un elenco di Paesi in cui sussistono condizioni tali per cui, per i richiedenti provenienti da altri Paesi, le Commissioni territoriali, possono omettere l’audizione, ove ritenere, sulla base di ogni altro elemento in possesso delle medesime Commissioni, di poter riconoscere la protezione sussidiaria’. In tal caso, lo stesso richiedente, preventivamente informato, può chiedere di essere ascoltato se ritiene di aver diritto al riconoscimento dello status di rifugiato;
  • al cittadino straniero che manifesta la volontà di richiedere la protezione internazionale, devono essere fornite tutte le informazioni necessarie ai valichi di frontiera;
  • passa a 6 mesi il termine per la conclusione della procedura della domanda di asilo, prorogabili di ulteriori 9 mesi se l’esame della domanda richiede la valutazione di ‘questioni complesse in fatto o in diritto o in presenza di un numero elevato di domande presentate simultaneamente’;
  • relativamente al ricorso giurisdizionale il decreto dispone che entro 6 mesi dalla presentazione del ricorso il Tribunale si esprima sulla base degli elementi esistenti al momento della decisione;
  • tra le principali novità introdotte, il nuovo Decreto prevede, al fine di facilitare l’accesso al mercato del lavoro, che il permesso di soggiorno per richiesta asilo consenta di svolgere attività lavorativa trascorsi 60 giorni dalla domanda di protezione internazionale. 

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