Sbarchi: domani l’approvazione del piano per lo svuotamento di Lampedusa

Rinvio in patria di 1.500 tunisini, trasferimento dei minori in strutture adeguate e allestimento di un centro id accoglienza e identificazione nel comune di Manduria (TA). Queste alcune delle decisioni prese nell’ambito del piano per lo svuotamento dell’isola di Lampedusa dall’Unità di crisi per la gestione dell’emergenze umanitaria presieduta dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni. Domani l’approvazione del Consiglio dei Ministri.

Esaminata la situazione di emergenza che sta colpendo Lampedusa, l’Unità di crisi che si è riunita la scorsa settimana al Viminlae ha assunto le seguenti decisioni:

  • un piano di rapido svuotamento di Lampedusa attraverso l’utilizzo di navi passeggeri, la prima delle quali in programma per la scorsa domenica che ha prelevato mille tunisini, mentre la seconda approderà a Lampedusa oggi;
  • partenza venerdì scorso della Nave San Marco della Marina Militare con 550 tunisini;
  • il trasferimento dei minori presenti a Lampedusa in apposite strutture;
  • l’allestimento di un centro di accoglienza e identificazione dei clandestini nel comune di Manduria (TA);
  •  la convocazione per giovedì 31 marzo del tavolo con la Conferenza delle Regioni, Upi ed Anci per il piano di ripartizione dei profughi sul territorio nazionale;
  • la sospensione dei trasferimenti di richiedenti asilo nel Villaggio della Solidarietà di Mineo; a questo proposito, è stato accertato che dei 420 tunisini trasferiti oggi nel centro, 408 hanno formalizzato la domanda di asilo e per questo domani una Commissione ministeriale si recherà a Mineo per una pre-istruttoria delle pratiche.

Come dichiarato dalla portavoce Isabella Votino, le decisioni prese nella riunione di venerdì scorso saranno portate per l’approvazione al Consiglio dei Ministri di domani.

Intanto, a seguito di colloqui tra i Ministri dell’Interno Roberto Maroni e degli Esteri Franco Frattini con il Primo Ministro tunisino Caid Beji Essebi, la Tunisia ha ribadito il suo impegno a contrastare le partenze di migranti e frenare così gli sbarchi a Lampedusa. L’Italia fornirà mezzi, addestramento e una linea di credito per 150 milioni di euro. “Abbiamo chiesto al governo tunisino – ha spiegato Maroni – di rafforzare i controlli marittimi: è una preoccupazione ben presente in loro che ci hanno detto che intensificheranno la vigilanza”. E’, ha aggiunto il Ministro, “un risultato positivo e incoraggiante che, se sarà seguito da fatti concreti, potrà bloccare i flussi che in due mesi e mezzo hanno portato 15.700 tunisini a Lampedusa”.

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