Nuove attività e sportelli al servizio dell’inclusione: uno sguardo su “Spazio Comune”

Ogni giorno nuovi beneficiari si affidano ai servizi, agli sportelli e alle attività che il progetto Spazio Comune conduce a Roma. Il nostro obiettivo è quello di aumentare e rafforzare le opportunità di inclusione per persone richiedenti asilo e rifugiate presenti sul territorio capitolino. Il focus di Spazio Comune riguarda soprattutto il potenziamento del SUAM – Sportello Unico per l’Accoglienza dei Migranti del Comune di Roma e in particolare i suoi servizi di inclusione sociale.

Il progetto, a quasi tre mesi di attività, sta aiutando molte persone ad intraprendere a vari livelli, un percorso di autonomia. Per far conoscere il nostro lavoro, vogliamo periodicamente condividere quelli che sono i risultati, i dati e le storie dei beneficiari che quotidianamente incontriamo nei nostri sportelli.

Sono 12 i ragazzi e le ragazze che si sono affacciati al nostro sportello di supporto per l’accesso alla formazione universitaria e per il riconoscimento dei titoli di studio. Nella maggior parte dei casi si è trattato di richieste di informazioni sui possibili percorsi formativi universitari presenti nella città di Roma ed eventuali sbocchi professionali che si potrebbero aprire a seguito del riconoscimento del titolo di studi.

I beneficiari sono tutti giovanissimi, in età compresa tra i 18 e i 30 anni, provenienti da: Venezuela, Afghanistan, Pakistan, Perù, Ucraina. Tutti possiedono titoli di studio certificati; qualcuno lo ha portato con
sé lasciando il proprio Paese, altri invece sono stati aiutati in seguito da famigliari e amici nel reperimento dei documenti necessari alla certificazione in Italia.

Le maggiori difficoltà per i beneficiari del servizio che gli  operatori hanno potuto constatare ad oggi sono rappresentate da:
– assenza di informazioni chiare e complete rispetto all’iter di riconoscimento dei titoli di studio,
– difficoltà di trovare un alloggio durante il periodo di studio
– difficoltà di accedere a borse di studio con le quali potersi sostenere.

Nell’ambito dello stesso servizio sono stati realizzati i primi incontri con Università di Roma La Sapienza, LUMSA e LUISS firmatarie del “Manifesto per l’Università Inclusiva”, promosso da UNHCR. Attivate da qui nuove collaborazioni tra i soggetti coinvolti, da cui sono scaturite preziose occasioni di confronto e scambio con importanti spunti di riflessione sul tema.

Avviate inoltre collaborazioni con i “Welcome Office” degli Atenei. Questa attività è stata pensata per offrire un maggiore sostegno a beneficiari e operatori, attraverso l’acquisizione di informazioni utili ad approfondire la conoscenza dei servizi di accoglienza dedicati ai cittadini stranieri interessati a proseguire gli studi presso le Università individuate.

Sul fronte “abitare”, dall’inizio dell’anno abbiamo potuto concludere la fase conoscitiva e di orientamento di 22 persone di età compresa tra i 18 e i 60 anni provenienti da Palestina, Congo, Afghanistan, Somalia, Siria, Nigeria, Costa D’Avorio, Mali, Colombia, Sudan, Senegal

Lo sportello accoglie i beneficiari supportandoli e orientandoli al mercato immobiliare di Roma, redigendo con loro un bilancio familiare e fornendo tutte le informazioni utili circa i costi da sostenere e le garanzie richieste anche dagli affittuari privati per accedere ad un contratto di locazione.

Il servizio è in continua relazione con gli enti che si occupano di accoglienza e semi autonomie per supportare i beneficiari nel loro percorso di integrazione.

Lo sportello, che riceve numerose richieste di orientamento provenienti da vari servizi, centri di accoglienza, servizi sociali del comune, organizzazioni sindacali ed enti del terzo settore, si struttura in una prima fase di ascolto e presa in carico seguita dall’orientamento e dall’empowerment.

I colloqui con i beneficiari hanno carattere dinamico e si avvalgono della tecnica della simulazione (telefonate per la ricerca attiva di una casa verso le Agenzie o gli inserzionisti privati). Questa metodologia applicata dagli operatori è utile per facilitare nella comprensione delle difficoltà che si potrebbero palesare in una visione di rafforzamento delle capacità individuali. Inoltre, con “il racconto di sé” si mettono in campo le tecniche di comunicazione per aiutare i beneficiari a valorizzare i propri punti di forza, utili a migliorare la credibilità nella relazione con le eventuali Agenzie o proprietari immobiliari.

Il servizio di orientamento al lavoro, in questi primi due mesi di attività ha contato 29 interventi a favore di cittadini rifugiati provenienti da Nigeria, Congo, Ucraina, Turchia, Albania, Afghanistan, Siria, Libano, Iran, Iraq, Somalia, Costa D’Avorio e Cina, di età compresa tra i 18 e i 60 anni.

Il servizio prevede supporto nell’erogazione di strumenti per l’occupabilità, nell’accesso alle opportunità lavorative e formative, compresa l’organizzazione di programmi di tirocinio presso aziende locali.

Essendo anche questo un servizio di natura interattiva, gli operatori tendono a mettere in comunicazione le attività di Spazio comune con quelle di altre organizzazioni sul territorio, allo scopo di creare sempre maggiori possibilità di riuscita nei percorsi di inserimento lavorativo.

Notizia recente è ad esempio la selezione di un uomo e due donne selezionate tra i nostri beneficiari per accedere al progetto Fashion Deserves the World, realizzato da UNHCR e CNMI; programma che mira a facilitare l’ingresso in grandi aziende di rifugiati creativi e di talento desiderosi di lavorare nel settore della moda e del tessile. Il progetto prevede un processo di formazione, che coinvolge 15 partecipanti, che saranno poi messi in contatto con aziende di moda italiane che li ospiteranno come stagisti o, auspicabilmente, per un’assunzione.

Per saperne di più su Spazio comune, leggi tutte le news

 

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