Tribunale di Milano: il figlio di cittadini irregolari ha diritto alla cittadinanza

Il Tribunale di Milano, con la sentenza del 29 gennaio 2015, ha accolto il ricorso di un cittadino straniero al quale era stata negata la cittadinanza italiana, in quanto nato da due genitori di origine filippina, privi di un permesso di soggiorno.
I fatti: il giovane di origine filippina, nato nel 1994, è stato iscritto all’anagrafe dai suoi genitori solo nel 1996 anno in cui hanno ottenuto un permesso di soggiorno per lavoro. Quando il giovane ha raggiunto la maggiore età ha ricevuto la lettera del suo Comune di residenza che lo informava della possibilità di richiedere la cittadinanza italiana. Il Comune di Milano ha però rigettato la richiesta del giovane, in quanto al momento della sua nascita i genitori  erano presenti sul territorio italiano privi di un permesso di soggiorno.

La sentenza: il giovane filippino ha presentato ricorso, che è stato accolto, dalla prima sezione civile del Tribunale di Milano. I giudici hanno stabilito che ‘il giovane ha diritto alla cittadinanza, in quanto il requisito della regolarità del soggiorno dei genitori del richiedente per l’ottenimento della cittadinanza, non è previsto quale condizione per il riconoscimento della cittadinanza ai sensi dell’art.4, comma 2, della legge 91/1992. La condizione necessaria (e sufficiente, insieme alla nascita in Italia ed alla dichiarazione entro il diciannovesimo anno) è solamente la legale ed ininterrotta residenza dalla nascita al diciottesimo anno di età dell’interessato’.

Inoltre, l’art. 33 del d.l. n.69/2013 ‘Decreto fare’ sancisce delle novità in tema di riconoscimento della cittadinanza, infatti per evitare che la mancata conoscenza dei termini contenuti nella legge n.91/1992 possa pregiudicare l’ottenimento della cittadinanza italiana, dal 22 giugno 2013 data di entrata in vigore del decreto, gli ufficiali dello Stato civile sono tenuti ad informare tutti i neo maggiorenni stranieri, che potranno esercitare il diritto al riconoscimento della cittadinanza entro il compimento del 19°anno d’età, qualora questa comunicazione non dovesse pervenire il cittadino straniero potrà esercitare il diritto anche dopo il compimento dei 19 anni.

Infine, nel decreto n.69/2013 è stabilito che qualora, a causa di errori o inadempimenti riconducibili ai genitori o alla Pubblica amministrazione, il cittadino straniero non fosse in possesso dei certificati anagrafici necessari a dimostrare la sua residenza continuativa, potrà presentare altro tipo di documentazione in suo possesso per certificare i requisiti necessari all’ottenimento della cittadinanza italiana.

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