Si è da poco concluso il percorso formativo curato da Programma integra nell’ambito del progetto Roma Accoglie – servizio sperimentale di “Tutor per l’Integrazione”, finanziato dal Dipartimento Politiche Sociali e Salute – Roma Capitale. Ecco i risultati.

La fase formativa, snodata  attraverso 11 incontri svolti presso la sede di Programma integra, ha visto l’adesione di 24 aspiranti tutori. Le lezioni hanno toccato i maggiori temi di interesse per coloro che intendono intraprendere un percorso di accompagnamento rivolto a beneficiari con un background migratorio.

Sotto la guida dei docenti esperti di Programma integra, i partecipanti hanno potuto quindi approfondire la conoscenza di argomenti fondamentali quali: la legislazione sui migranti e rifugiati, le Reti territoriali e i servizi competenti, la relazione d’aiuto (teorie e pratiche interculturali). La formazione si è conclusa con un incontro dedicato ai passi relativi al matching con i beneficiari e ad un momento di scambio e condivisione sulle aspettative future dei neo-tutori.

Parallelamente si sono raccolte le segnalazioni da parte dei Centri SAI per i giovani migranti candidati a partecipare alla sperimentazione di un percorso di tutoraggio per un periodo compreso fra i 6 e i 12 mesi, che possa essere di supporto durante il loro processo di integrazione nel nostro Paese.

Infine gli operatori di progetto, con gli elementi raccolti durante la formazione e a seguito degli incontri mirati ad approfondire la conoscenza di tutori e beneficiari, hanno potuto creare i 10 abbinamenti previsti dal progetto e dare avvio al periodo di accompagnamento, ora in corso.

Tutte le attività sono state intense e stimolanti per ogni persona coinvolta; ma più di ogni nostro commento, valgono le parole che i nuovi tutori hanno voluto spendere per descrivere questa nuova avventura:

“Abbiamo appena cominciato il nostro percorso insieme, ma c’è già sicuramente un riscontro positivo e molto entusiasmo; spero che con il proseguire si consolidi ancora meglio il nostro rapporto. Le lezioni seguite sono state di aiuto e di comprensione e la formazione stessa di un gruppo interno di tutor è motivo di approfondimento e confronto.”
Silvia

“Dopo un’attività lavorativa ultra quarantennale compiuta nella Pubblica Amministrazione, ho vissuto l’esperienza di “tornare sui banchi”, insieme a tanti giovani e ad alcuni adulti come me. Con bravi docenti di nuova generazione, abbiamo partecipato ad una formazione al servizio di volontariato nel sociale, per dedicarsi a chi ha più bisogno di assistenza. L’ho fatto con molto interesse, entusiasmo e tanta curiosità, riportandone il merito della positività per l’arricchimento umano che essa per me ha comportato. Oltre all’aiuto a riscoprire – come un tempo a scuola – i valori della vitalità che gli altri contagiano, della gioia, della simpatia, dell’amicizia e dell’affetto che scambievolmente si sono rinnovati, abbiamo potuto acquisire la necessaria carica e la prontezza per intraprendere un’attività nella quale credo fermamente e spero che sia efficace e proficua.”
Alfredo

“Per me è stata una boccata di aria fresca, in questi tempi dove lo straniero è visto come un invasore da tenere lontano. Incontrare tante persone impegnate ad accogliere ed accompagnare in tanti modi questi ragazzi, mi ha dato una spinta di fiducia e mi ha motivata a darmi da fare ancora di più.”
Marinella

“Sono lieto di vedere tali iniziative, poiché lavorano per portare la comunità ospitante direttamente nel processo di integrazione, operano sulla conoscenza e sulla promozione dello scambio culturale, e rimuovono il ghiaccio causato dalla paura tra la comunità ospitante e gli immigrati. Ed eliminano i cattivi stereotipi delle due parti l’una verso l’altra, questo è il fattore più importante. Quello che perde l’immigrato è la famiglia, e qui intendo la famiglia nella sua forma allargata, la famiglia, gli amici, i conoscenti… Questa iniziativa lavora per creare un nuovo ambiente sociale e familiare che compensi l’immigrato per ciò che ha perso, in modo che possa vivere una vita normale che lo aiuti a lavorare, a donare e a sentirsi se stesso all’interno della sua nuova società.
Mi auguro che questa iniziativa continui, si allarghi e si sviluppi, fino a comprendere tutta l’Italia e l’Europa; così potremo assistere a una maggiore e più ampia partecipazione della comunità.”
Ahmed

“Sono onorata di aver partecipato a questo percorso formativo e sono sicura di poter utilizzare la conoscenza acquisita anche in futuro. Una esperienza bellissima che ti fa sentire bene. Grazie ancora.”
Maria

Ho eseguito un gesto irreparabile, ho stabilito un legame. (Jorge Luis Borges)

 

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, torneremo a parlare di questa nostra attività e delle esperienze di altri progetti che promuovono la figura del tutore, nelleventoLa strada dell’accoglienza: la figura del tutore come rafforzamento nei percorsi di inclusione sociale”, incontro pubblico che segnerà la conclusione del progetto “Roma Accoglie”, in programma nella mattinata del 16 dicembre prossimo, presso il Teatro Rossini di Roma.

L’attività è stata promossa dal progetto Roma Accoglie – servizio sperimentale di “Tutor per l’Integrazione”, finanziato dal Dipartimento Politiche Sociali  e Salute – Roma Capitale, con fondi della Regione Lazio.

 

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