Un gelato con Ali e Sabatino: il gusto dell’inclusione

 

Sabatino
Sabatino non è solo un gelataio: è un appassionato insegnante della sua arte, dedicato da tempo a trasmettere le sue conoscenze ai giovani. Nel suo laboratorio artigianale, Sweety Gelato, situato nella zona di Ponte Milvio a Roma, Sabatino ha saputo far crescere la sua attività nel tempo nonostante le sfide comuni nel mondo dell’imprenditoria. Oltre a mostrare grande competenza nel suo mestiere, si impegna attivamente per favorire l’inclusione sociale e lavorativa dei migranti; questo impegno si manifesta attraverso la stretta collaborazione con il SUAM – Sportello Integrazione Migranti di Roma Capitale e con gli sportelli di supporto del progetto Spazio Comune.

Ali
Ali è un giovane afghano ospite di un centro di accoglienza della rete SAI, che desidera una carriera nel settore della gelateria. Da qualche tempo sta svolgendo un tirocinio proprio presso Sweety Gelato, e nonostante il suo Centro sia distante dal negozio di Sabatino, si impegna ogni giorno ad arrivare puntuale e ad affrontare le sue giornate con determinazione e dedizione. Il tirocinio di Ali è stato avviato su richiesta degli operatori del centro che lo ospita, che, entrati a conoscenza del desiderio del ragazzo di testare le proprie capacità in questo settore hanno contattato l’area Inclusione del SUAM. Ali ha dovuto certamente superare alcune barriere difensive, ma questo è servito a dimostrare con maggior evidenza una costante volontà di migliorare e di svolgere con cura ogni suo compito, infatti, già dai primi giorni Sabatino nota il suo potenziale e al termine del periodo di tirocinio, decide di prolungare l’esperienza per valutare un’eventuale assunzione.

Chiediamo a Sabatino:

Perchè hai deciso di ospitare Ali  nella tua attività?
Perché credo che sia un gesto di solidarietà e di responsabilità dovuta verso chi ha subito violenze e persecuzioni nel suo paese e cerca una nuova opportunità in Italia, soprattutto in un momento di crisi globale come quello che stiamo vivendo. Per me, ospitare un tirocinante straniero significa offrire una possibilità di formazione, di integrazione e di crescita personale e professionale a una persona che ha molto da dare e da imparare. E in più significa arricchire la mia attività con una diversità culturale, linguistica e umana che può aprire nuove prospettive e stimolare la creatività.

Quali sono i compiti di Ali in gelateria?
Le mansioni principali, soprattutto all’inizio sono state quelle più basilari, quindi conoscenza degli ambienti di lavoro e della loro pulizia e mantenimento. Successivamente abbiamo iniziato il vero percorso di formazione passando alla preparazione di prodotti caldi e freddi come Crepes, Pancakes, cheesecake da servire ai clienti e in delivery. Sempre sotto la supervisione di un operatore più esperto.

Quali sono stati i progressi di Ali?
Inizialmente, la barriera linguistica costituiva un grande ostacolo, specialmente nella comprensione delle richieste dei clienti. Gli errori nelle preparazioni, spesso grossolani, erano frequenti, ma nel tempo abbiamo notato dei miglioramenti costanti che persistono ancora oggi, e che stanno avviando Ali verso un’indipendenza sempre maggiore nella gestione degli ordini.

Quali sono state le principali sfide incontrate nel gestire il tirocinio di Ali?
Inizialmente, le sue esperienze di vita passate e gli incontri negativi hanno influenzato il suo modo di interagire con il team e con l’attività in generale, mostrando ad Ali tutto, come una potenziale minaccia per la sua sicurezza. Anche un semplice consiglio da parte di un collega poteva essere frainteso e contribuire a creare un clima di incertezza. Inoltre, la barriera linguistica, con i relativi malintesi, ha sicuramente aggravato questa situazione. Oggi, grazie al lavoro di tutti, la situazione è cambiata significativamente.

Quali strategie sono state adottate per affrontare queste sfide e garantire il successo del tirocinio di Ali?
Attraverso un’attività pedagogica focalizzata, abbiamo lavorato per eliminare nel ragazzo l’idea che qualcuno o qualcosa potesse arrecargli difficoltà. In primis, gli abbiamo trasmesso l’essenza del nostro ambiente di lavoro, caratterizzato da leggerezza e collaborazione. Qui, lavoriamo tutti insieme, ciascuno nel proprio ruolo, per raggiungere un unico obiettivo: la soddisfazione del cliente. È proprio la gratificante esperienza dell’apprezzamento della clientela che ci consente di conseguire buoni risultati imprenditoriali e di garantire un lavoro sereno e ben retribuito a tutto il personale.

Come è stato il livello di supporto e formazione fornito ad Ali durante il suo periodo di tirocinio?
E’ stato costante. Gli operatori del suo centro e quelli dell’area Inclusione del SUAM sono sempre stati disponibili e pronti all’interazione con lui, così da poter affrontare insieme le situazioni difficili. Hanno agito da tramite per trasmettere le esigenze dell’azienda ospitante e garantire un supporto efficace.

Qual è stato, se c’è stato, il contributo di Ali al team e all’azienda durante il suo periodo di tirocinio?
Ali ha contribuito in diversi modi: ha dimostrato innanzitutto una grande volontà e responsabilità, svolgendo con precisione le attività assegnate, che spaziano dalla preparazione dei prodotti in laboratorio alla pulizia delle attrezzature e degli ambienti. Dal punto di vista interculturale, attraverso il dialogo quotidiano con noi è riuscito a perfezionare le sfumature della lingua italiana e ha arricchito il nostro vocabolario con preziose parole in dari, la sua lingua madre. In questo clima è stato naturale instaurare un legame armonioso con l’intero team, promuovendo uno spirito di collaborazione, rispetto e affetto tra tutti noi.

Quali sono stati i feedback dei clienti riguardo alla presenza di Ali nella gelateria?
Al momento Ali non ha avuto molte interazioni dirette a causa delle sue difficoltà linguistiche, ma stiamo avviando un percorso specifico per aiutarlo a migliorare le sue capacità di comunicazione e interazione con la nostra clientela.

C’è la volontà di continuare a ospitare stagisti stranieri nella vostra gelateria?
Certamente, il nostro impegno sociale è sempre stato prioritario. Non abbiamo mai incontrato problemi significativi con gli altri tirocinanti migranti o rifugiati ospitati da noi. Quando si sono verificate piccole difficoltà, abbiamo immediatamente cercato di risolverle, valutando se fosse necessario terminare l’esperienza o se potessimo trovare una soluzione.

Quali sono le aspettative per il futuro del tirocinio di Ali e per eventuali collaborazioni con altri stagisti stranieri?
Il nostro obiettivo è quello di far diventare Ali un membro operativo e integrato del nostro team, alla pari degli altri lavoratori. Fino ad oggi, possiamo affermare di aver raggiunto un livello soddisfacente. Questo è stato possibile grazie al nostro impegno costante, ma soprattutto alla dedizione di Ali, che gli permette oggi di sentirsi a suo agio in un ambiente in cui è rispettato e trattato con pari dignità. Nutriamo la speranza che entro un paio di mesi possa acquisire l’autonomia tanto desiderata che gli permetterà di integrarsi completamente nella società italiana in modo completamente produttivo.

Chiediamo ad Ali

Come sei riuscito a fare un tirocinio in una gelateria?
Desideravo tanto lavorare in questo settore. Prima di questo lavoravo come magazziniere, ma quando ho avuto un infortunio con il muletto mi sono reso conto che non era il tipo di lavoro che desideravo per il mio futuro. Allora ho deciso di cercare qualcosa di più vicino ai miei desideri e ho chiesto aiuto ai miei operatori, che hanno cercato per me questa nuova opportunità nella gelateria di Sabatino.

Quali sono stati i maggiori ostacoli che stai affrontando?
La distanza dal Centro dove sono ospite è una cosa che rende tutto più difficoltoso.

Riesci a trovare il modo di superare questa difficoltà?
Lo spero. Con l’aiuto del tutor dell’azienda stiamo provando a cercare qualcosa di più vicino per me. Mi aiuteranno anche gli operatori a verificare se posso trovare un posto non così distante dal lavoro, oppure meglio collegato con la zona.

La tua cultura di origine ha influenzato il tuo approccio al lavoro in un’attività?
Certamente, la mia cultura di origine ha plasmato il mio approccio al lavoro in diversi modi. Mi ha trasmesso una forte determinazione a progredire costantemente e mi rendo conto di possedere una mentalità orientata agli affari.

Cosa ti piace di più del tuo tirocinio a Sweety Gelato?
Non mi viene in mente una cosa specifica. Mi piace, in generale, poter svolgere mansioni diverse e imparare sempre cose nuove.

Come ti trovi con i colleghi e con il tuo datore di lavoro?
Benissimo, ho trovato un gruppo che mi ha accolto molto bene, sono rispettato e sto bene sia con il tutor dell’azienda che con i colleghi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
MI piacerebbe molto poter diventare un lavoratore stabile e continuare a crescere professionalmente in questo settore.

Il SUAM – Sportello Unico per l’Accoglienza Migranti di Roma Capitale e il progetto Spazio Comune, augurano di tutto cuore ad Ali di riuscire nei suoi obiettivi. I nostri due progetti continueranno a lavorare sinergicamente per ampliare le opportunità volte a migliorare il futuro di tutti i beneficiari e le beneficiarie che accederanno ai nostri servizi, sostenendoli nel perseguire i propri sogni e aspirazioni, operando in azioni mirate all’autonomia e promuovendo un maggiore coinvolgimento dell’intercultura in ogni ambito di vita comune nel nostro Paese.

 

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