Una scuola più inclusiva per bambine, bambini e adolescenti rom: i primi sei mesi del progetto RSC

C’è chi ha scoperto per la prima volta l’Oasi WWF di Macchiagrande, chi ha costruito oggetti con materiali di recupero durante un laboratorio creativo, chi ha affrontato con maggiore sicurezza l’Esame di Stato grazie a un percorso di accompagnamento. E c’è chi, entrando per la prima volta nella scuola dell’infanzia insieme al proprio figlio o alla propria figlia, ha iniziato a conoscere più da vicino la comunità scolastica.

Sono piccoli passi che, messi insieme, raccontano un cambiamento più grande. Raccontano un progetto che, giorno dopo giorno, crea occasioni di incontro, rafforza relazioni e contribuisce a rendere la scuola uno spazio sempre più aperto, accogliente e inclusivo.

Sono trascorsi i primi sei mesi del Progetto per l’inclusione e l’integrazione di bambine, bambini e adolescenti rom, sinti e caminanti (RSC), promosso da Roma Capitale – Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione Professionale nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021–2027, finanziato dal Fondo sociale europeo plus (FSE+).

L’iniziativa, che vede capopfila Arci Solidarità Onlus Lazio, in partenariato con Programma integra e Il Melograno cooperativa sociale, nasce con l’obiettivo di favorire l’inclusione e il successo scolastico delle alunne e degli alunni rom, sinti e caminanti, mettendo in rete scuola, famiglie e territorio.

Per Programma integra il progetto si sviluppa all’interno degli Istituti Comprensivi Melissa Bassi, Dino Buzzati e Damiano Bernardini, dove il lavoro quotidiano delle operatrici e degli operatori affianca quello del personale docente e delle famiglie, nella convinzione che l’inclusione si costruisca attraverso relazioni solide e una presenza costante.

In questi primi mesi le scuole coinvolte sono diventate luoghi di sperimentazione, partecipazione e crescita condivisa.

Sono stati  21 i laboratori realizzati, rivolti alle classi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Attraverso attività creative, cooperative ed esperienziali, le bambine e i bambini hanno avuto l’opportunità di imparare insieme, confrontarsi con le compagne e i compagni e vivere la classe come uno spazio in cui ciascuna e ciascuno può sentirsi accolto e valorizzato. Le attività hanno raggiunto 41 persone beneficiarie dirette e 303 beneficiarie indirette.

Accanto ai laboratori, sono stati realizzati 10 interventi in classe a supporto del personale docente, con l’obiettivo di condividere metodologie inclusive e strumenti utili a valorizzare la partecipazione di tutte e tutti nella vita scolastica.

L’apprendimento è proseguito anche fuori dalle aule. Il progetto ha programmato 11 uscite educativo-didattiche, delle quali tre sono già state realizzate: la visita all’Oasi WWF di Macchiagrande, accompagnata da un laboratorio dedicato ai dinosauri, quella al Parco degli Acquedotti – Torre del Fiscale e la giornata al Museo dei Bambini Explora. Esperienze che hanno permesso alle bambine e ai bambini di conoscere il territorio, sperimentare nuovi contesti e condividere momenti di scoperta con il gruppo classe.

Alle uscite hanno partecipato anche le famiglie. La loro presenza non ha rappresentato solo un accompagnamento, ma un’opportunità per vivere insieme ai propri figli e alle proprie figlie esperienze educative e significative, per rafforzare il dialogo e la relazione con la scuola.

Con lo stesso spirito è stato avviato anche il centro estivo, che ha proposto attività settimanali dedicate ai giochi cooperativi, ai laboratori artistici e creativi e alla realizzazione di oggetti con materiali di riciclo. Occasioni pensate per favorire la socializzazione, il rispetto reciproco, la collaborazione e la creatività in un contesto informale e inclusivo.

Tra le attività rivolte alle ragazze e ai ragazzi più grandi si inserisce anche il supporto pomeridiano alla preparazione dell’Esame di Stato. Gli incontri hanno accompagnato studentesse e studenti nella preparazione della tesina e del colloquio orale, offrendo un sostegno concreto in un momento importante del loro percorso scolastico, offrendo un contributo in più per rafforzare la loro sicurezza e autonomia.

Uno degli elementi che caratterizzano il progetto è l’attenzione dedicata alle famiglie, considerate protagoniste del percorso educativo insieme alla scuola. In questi mesi il lavoro di mediazione ha favorito infatti la costruzione di relazioni di fiducia attraverso incontri di ascolto, confronto e accompagnamento, svolti non solo negli istituti scolastici ma anche nei contesti abitativi e nei servizi del territorio. Un’attività quotidiana che permette di intercettare bisogni, orientare ai servizi e sostenere una partecipazione sempre più consapevole alla vita scolastica.

Nella stessa direzione va l’Open Day organizzato presso la scuola dell’infanzia dell’IC Melissa Bassi. Tre nuclei familiari hanno visitato la scuola, conosciuto il personale docente, gli spazi e l’organizzazione delle attività. Un momento semplice ma significativo, che ha contribuito a rendere la scuola un luogo più vicino, accessibile e familiare.

A sei mesi dall’avvio, il progetto ci racconta molto più delle attività realizzate: ci mostra una rete di relazioni che si consolida, insegnanti che sperimentano nuovi strumenti didattici, famiglie che si avvicinano con maggiore fiducia alla scuola, bambine, bambini, ragazze e ragazzi che partecipano, scoprono, imparano e costruiscono nuove esperienze insieme.

È da questi percorsi quotidiani che prende forma l’inclusione: un processo fatto di ascolto, collaborazione e presenza costante, in cui ogni attività rappresenta un tassello di un lavoro più ampio.

Nei prossimi mesi il progetto proseguirà con nuovi laboratori, ulteriori uscite educative, iniziative dedicate alle famiglie e azioni di accompagnamento educativo, continuando a investire nella costruzione di comunità scolastiche sempre più inclusive e partecipate.

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