Unhcr: “necessario un aumento delle quote di reinsediamento soprattutto per i più vulnerabili”

Ogni anno sono 80mila le quote di reinsediamento disponibili. Una cifra non sufficiente a rispondere alla oltre 780mila persone rifugiate che per i prossimi 3/5 anni avranno bisogni di questo intervento. Lo afferma l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati che chiede più impegno soprattutto per sostenere chi è più vulnerabile.

“Se gli Stati non renderanno disponibili più quote – ha dichiarato Wei-Meng Lim-Kabaa, responsabile del servizio di reinsediamento dell’UNHCR – quasi 100mila rifugiati vulnerabili che hanno bisogno di essere reinsediati, quest’anno rimarranno senza una soluzione. E’ di fondamentale importanza capire che queste persone non hanno alcuna alternativa e che il loro mancato reinsediamento significa rimanere in un limbo di lenta agonia”.

Negli ultimi anni, informa l’Agenzia Onu, si è registrato un significativo calo delle partenze di rifugiati a cui è stato concesso il reinsediamento. Nel 2009 sono stati reinsediati 84.657 rifugiati, nel 2010 il numero è sceso a 72.914 e per il 2011 si teme che il numero sarà significativamente inferiore alle 80mila quote.

L’Unhcr, sulla scia della crisi in Nord Africa, ha lanciato un’iniziativa Globale di Solidarietà per il Reinsediamento chiedendo a tutti gli Stati di mettere a disposizione quote aggiuntive e di accelerare le procedure decisionali.

Nel 2010, l’Alto commissariato ha presentato oltre 108mila casi di reinsedimento. Circa 73mila rifugiati sono stati reinsediati con l’assistenza dell’Unhcr. Secondo le statistiche fornite dai governi, 22 paesi hanno riferito di aver accolto oltre 98mila rifugiati ammessi al reinsediamento nel corso del 2010, con o senza l’assistenza dell’UNHCR. Gli Stati Uniti hanno accettato il numero più alto, più di 71mila.

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