Unhcr: soccorso in mare e condivisione degli oneri, le richieste all’Ue

Meccanismi più affidabili ed efficaci per il soccorso in mare e misure concrete di suddivisione degli oneri e delle responsabilità, soprattutto tra gli stati membri dell’Ue. E’ quanto chiede l’Altro commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati all’Unione europea in seguito al tragico incidente nel Mediterraneo dei giorni scorsi.

Nella notte tra il 5 e il 6 aprile a 60 km da Lampedusa si è rovesciato un barcone con a bordo 300 migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana. I dispersi sono stati 250, tra cui anche donne e bambini. L’Unhcr ha definito l’incidente, il peggiore accaduto nel Mediterraneo degli ultimi anni. “C’è bisogno – ha detto Erika Feller, Assistant High Commissioner for protection dell’Unhcr – di meccanismi di ricerca e soccorso più efficienti e operativi”. Ai capitani delle navi, l’Onu chiede “di continuare a fornire assistenza a chi si trova in pericolo in mare” dal momento che con il deteriorarsi della situazione in Libia, per molte persone la fuga via mare potrebbe rimane l’unica soluzione.

All’Ue l’Unhcr chiede anche di “prendere in seria considerazione misure concrete di suddivisione degli oneri e delle responsabilità, soprattutto fra gli stati membri” anche per sostenere Malta e Italia, i paesi che si sono fatti maggiormente carico del flusso di persone in arrivo dal Nord Africa. Fra queste misure, si legge nella nota dell’Agenzia Onu, si potrebbe considerare un sostegno tecnico e finanziario, nonché l’utilizzo della Direttiva Ue sulla protezione temporanea che mira ad armonizzare la concessione della protezione temporanea a chi fugge in tutti i casi di afflusso di massa, sulla base della solidarietà fra stati membri.

Infine l’Unhcr chiede ai paesi dell’UE e ad altri stati di reinsediamento di offrire quote addizionali per i rifugiati in Nord Africa, essendo il reinsediamento l’unica soluzione possibile per alcuni di loro.

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