Unirsi contro l’omolesbobitransfobia: diplomazia e difesa dei diritti umani si fondono nel cuore di Roma

 

Il 12 febbraio scorso nel centro della Capitale, si è svolto un incontro pubblico voluto dall’ambasciatore USA in Italia Jack Markell,  voluto per sottolineare l’importanza della rete che unisce la diplomazia e la difesa dei diritti umani. L’evento ha assunto un significato ancora più potente a seguito dell’attacco violento e omolesbobitransfobico perpetrato contro la sede del Gay Center il 2 febbraio, durante il quale un gruppo di giovani tra i 13 e i 15 anni, armati di mazze da baseball e fumogeni, ha vandalizzato con scritte discriminatorie, il Rainbow Wall e il marciapiede sottostante.

L’ambasciatore Markell ha scelto di convocare una delegazione di associazioni LGBTQI+ insieme alla Coordinatrice dell’Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale, Marilena Grassadonia, in un momento in cui la lotta per i diritti civili e l’inclusione sociale rappresenta una sfida quotidiana, soprattutto in Italia, rendendo di vitale importanza il rafforzamento di un dialogo aperto e costruttivo sulle questioni relative alle persone LGBTQI+.

L’Ambasciatore USA  ha potuto in questa sede, raccogliere aggiornamenti ed informazioni sulle tematiche più attuali dalla viva voce della delegazione composta da rappresentanti di varie associazioni LGBTQI+ (Mario Mieli, Gay Center, Edge e Rete Lenford), uomini e donne che hanno portato con sé le voci della comunità riguardo alle tematiche più cruciali quali la tutela delle famiglie arcobaleno che vedono il disconoscimento delle/dei loro figl*, il contrasto all’omolesbobitransfobia, gli attacchi alle associazioni (non solo mediatici), la lunga serie di passi indietro della politica italiana rispetto alla difesa dei diritti umani e all’affermazione dell’uguaglianza di genere. Le implicazioni diplomatiche di questo incontro rappresentano un segnale forte e chiaro: il rispetto per i diritti LGBTQI+ non può essere né fermato né boicottato.

La delegazione del Gay Center includeva Alessandra Rossi, coordinatrice della GayHelpLine, e Marina Marini, coordinatrice delle case arcobaleno “Refuge LGBT” e “A casa di Ornella”, progetto gestito da Programma integra. Marini ha sottolineato l’importanza dei programmi di accoglienza e ha auspicato un aumento delle strutture disponibili su tutto il territorio nazionale (attualmente meno di 100), al fine di estendere gli interventi sociali a favore delle persone LGBTQI+ in situazioni di difficoltà e fragilità.

Ha inoltre evidenziato la necessità di maggiori finanziamenti pubblici e privati per garantire la realizzazione dei progetti. Marini ha poi riproposto le stesse preoccupazioni riguardanti la carenza di risorse finanziarie e la mancanza di posti di accoglienza anche il 13 febbraio, durante la visita nella sede del Gay Center a Testaccio da parte di Anna Lührmann, Ministro di Stato per l’Europa e il Clima presso il Ministero degli Affari Esteri Federale tedesco. All’incontro erano presenti anche Alessia Crocini, Presidente di Famiglie Arcobaleno, e Alessandra Ceccotti, Vicepresidente del circolo Mario Mieli.

Anna Lührmann ha ricordato come il sostegno alla causa LGBTQI+ si inserisce in un quadro più ampio di politiche inclusive e progressiste, che vedono la Germania come uno dei paesi più attivo nell’inclusione sociale di molte comunità marginalizzate.

In questa occasione è stato possibile condividere le proprie esperienze e testimonianze sulle discriminazioni e gli ostacoli quotidiani, dall’accesso ai servizi sanitari alla tutela legale delle coppie dello stesso sesso, dall’inclusione nelle istituzioni educative alla lotta contro l’omofobia strutturale, dall’invisibilità e mancanza di tutele lavorative ed abitative per le persone trans.

È stato inoltre evidenziato che tutte le associazioni LGBTQI+ ritengono essenziale l’introduzione di corsi sulla sessualità e sull’inclusione nei programmi scolastici e nei contesti educativi, in un momento storico che vede il diffondersi di discorsi pubblici basati sull’odio verso le differenze intersezionali, che alimenta e promuove atti violenti.

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